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Apre la nuova rassegna delle Officine Fondazione Varrone con l’Inaugurazione dell’Anno Accademico della Sabina UniversitasLe imprese culturali del territorio lavorano per far ripartire lo sviluppo. L’industria culturale diventa una preziosa occasione di riscatto in tempi di crisi

Fonte: Sabina Universitas

Si è aperta venerdì la nuova rassegna delle Officine Fondazione Varrone promossa dalla Fondazione Varrone in collaborazione con alcune imprese culturali della città; il Teatro Rigodon, La libreria Moderna e la Galleria di arte contemporanea Machina.

Nel nuovo complesso di 4000 mq recentemente restaurato dalla Fondazione Varrone, nel centro storico di Rieti, è ripartito il nuovo programma di eventi, le Stagioni della cultura, con la  cerimonia di apertura dell’anno accademico della Sabina Universitas che ha scelto le Officine per inaugurare il percorso di studi.
Ha fatto gli onori di casa il Presidente della Fondazione Varrone  l' Avv. Innocenzo de Sanctis che ha esordito esprimendo il piacere di aver ospitato l'evento promosso dall'università che condivide con le Officine l'obiettivo di puntare sull'industria culturale come occasione preziosa occupazionale, sociale, economica per il territorio. “L'industria culturale cui la Fondazione Varrone aspira, non solo con il complesso delle Officine, ma anche come socio importante del consorzio universitario,  riparte proprio dal risanamento di zone storiche della città come largo S.Giorgio, dal restauro di  antichi strumenti, pregiati affreschi,  opere d'arte,dal recupero di  importanti immobili e dalla promozione dei talenti artistici. Crediamo che Rieti possa diventare un attrattore culturale, in cui proprio la cultura e il turismo siano un volano per l'economia.” Anche il vice Presidente della Sabina Universitas, il Dott. Maurizio Chiarinelli, ha ribadito la necessità, soprattutto in un momento così critico per le aziende del reatino, di difendere l'università, come azienda culturale irrinunciabile per il futuro sviluppo di un territorio che deve impedire un ulteriore depauperamento. Il Dott. Chiarinelli, ha poi ricordato i numeri sempre più importanti del complesso universitario che in oltre 10 anni ha formato migliaia di giovani, molti dei quali soprattutto nelle discipline mediche hanno trovato lavoro pochi mesi dopo la laurea. Auspicando un'integrazione sempre più significativa con la città, il vice Presidente ha concluso l'intervento sottolineando l'importanza di tutte quelle attività formative, culturali  e artistiche che possono e devono dare continui stimoli alla collettività.

Presenti alla cerimonia di inaugurazione, il Prof. Antonio Angeloni, Presidente dei corsi di Medicina (dall'università La  Sapienza di Roma), il Prof. Bartolomeo Schirone, Presidente della Facoltà di Agraria (dall'università della Tuscia). Assente per motivi di salute il Prof. Carlo Cecere, Presidente del Corso di Ingegneria (università La Sapienza di Roma).
I docenti hanno ringraziato la Fondazione Varrone che con un impegno costante e sostanzioso consente all'università di esistere e consolidarsi ed entrambi i professori dopo aver evidenziato la qualità dell'opera di recupero del complesso delle Officine, hanno ribadito il concetto che la cultura deve essere volano di economia. “Questo luogo è un fiore all'occhiello – ha detto Angeloni – riteniamo che in questo contesto dobbiamo pensare qualcosa di diverso dall'animus industriale. A Rieti la  cultura anche attraverso l'università può diventare il nucleo che caratterizza l'economia della città”.
Anche il prof. Schirone dopo aver dato alcune informazioni tecniche sui suoi corsi, ha parlato di Rieti come di una città che ha tutte le caratteristiche per essere città universitaria, riprendendo anche il discorso dell'avv.de Sanctis sulla necessità di convogliare in un unico complesso tutte le sedi universitarie ora disperse in vari punti e situarlo nel cuore della città per creare una vera interazione ed integrazione con la comunità.

Dopo la parte introduttiva, la cerimonia è proseguita con lo spettacolo diretto da Alessandro Cavoli, la Biblioteca di Babele: il pubblico è stato accompagnato dalla streghe del Macbeth in  un percorso nel locali della biblioteca della Fondazione in cui improvvisamente personaggi di Shakespeare hanno iniziato a declamare e recitare le scene più significative delle opere dello scrittore inglese. Danzatori e attori provenienti da Roma, Milano, Rieti hanno dato vita ad un surreale e fantastico viaggio nei libri di Shakespeare. La serata si è conclusa con l'irriverente spettacolo comico-satirico dell'attore siciliano Pietro Sparacino e il concerto degli Avviso di Sfratto che hanno coinvolto e scaldato il pubblico con il rock degli anni '60. La rassegna delle Officine proseguirà fino ad Aprile, con un programma molto intenso che propone dal martedì alla domenica, attività creative e culturali dal cinema, al teatro, dai laboratori ai concerti alla presentazione di libri, alle conversazioni.