L'apocalisse dei Maya? RimandataNessun allineamento astrale, né inversioni del campo magnetico. Solo la voglia di cavalcare la paura. Ce lo spiega Silvano Fuso del Cicap, al Festival della scienza

Fonte: Wired.it

A Caronia gli incendi sono dolosi. Le sedute spiritiche solo finzioni, le immagini a due o tre dimensioni della madonna non piangono, mai. Superstizioni, occultismo, fenomeni paranormali, scie chimiche, avvistamenti di Ufo e incontri ravvicinati sono il pane quotidiano di un membro del  Centro italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale ( Cicap) come Silvano Fuso, che si dedica a mettere alla prova degli esperimenti scientifici le mille credenze che ci circondano. Un po' al Cicap, un po' tramite la divulgazione scientifica e un bel po' attraverso l'insegnamento della chimica in una scuola superiore. Fusi oggi dedica il suo intervento al Festival della scienza di Genova alla smentita della superstizione più in voga e imminente del momento, la profezia Maya sulla fine del mondo. Anzi la profezia che “ è stata inventata di sana pianta dagli pseudo divulgatori scientifici che sfruttano le paure della gente per alimentare un fiorente business – dichiara Fuso a Wired.it – Chi studia seriamente la cultura Maya sostiene che la profezia non esiste, ci sono invece abbondanti prove di gente che ha creato un business sui Maya e la fine del mondo nel prossimo dicembre”.

Quindi il 22 dicembre sarà un giorno come un altro?
“Direi che non c'è alcun motivo di pensare a una fine imminente. Il sistema solare in tempi molto lunghi arriverà una fine, la morte termica, ma la cosa non riguarderà la specie umana. Nessuna delle affermazioni astronomiche o geologiche portate a supporto della profezia è vera, cioè non ha alcun fondamento scientifico. Né l'allineamento delle galassie, né quello dei pianeti, né l'inversione del campo magnetico terrestre. Niente. Non è la prima volta che si parla di catastrofi di dimensioni planetarie con fine del mondo fissata in passato in diverse date, tutte ovviamente disattese. Quella del 2012 rientra nelle strategie di mercato per far vendere libri e contenuti”.

Sì, ma allora chi ci crede? C'è un profilo demografico standard di chi abbocca alle superstizioni?
“In assoluto no, anche persone insospettabili si scoprono essere abbastanza credulone. Quando si tratta di superstizioni che hanno risvolti scientifici, chi ha una base e una preparazione scientifica in genere le trova assurde. Ma ci sono persone di buona cultura che sono propense a credere per esempio alla validità dell'omeopatia, una terapia alternativa che riscuote popolarità anche tra persone colte pur essendo priva di base scientifica. Sono ipotesi suggestive che agiscono su base emotiva e a volte sono in grado di superare la razionalità di persone istruite”.

I media in tutto questo proliferare di false credenze hanno un ruolo non indifferente...
“C'è un problema di fondo legato all'informazione, i media contribuiscono a dar credito alle affermazioni più strampalate, come se fossero provate. Voyager, Mistero e altri programmi di questo tipo sono molto insidiosi: si presentano come programmi quasi scientifici ma i contenuti in realtà non lo sono e così cavalcano il sensazionalismo fine a se stesso, facendo leva sull'emotività del pubblico e, cosa ancor più grave, confondono le idee dei telespettatori ammantandosi di un'aura scientifica”.

Non ci sono solo i Maya e le madonnine lacrimanti. Anche a un livello meno soprannaturale spesso la divulgazione scientifica lascia a desiderare, come quando vengono rilanciate con troppa foga ricerche scientifiche dai risultati curiosi.
“Quando si pubblicizza una ricerca scientifica bisognerebbe sempre accertarsi sulle fonti e comunque aspettare che la pubblicazione sia poi testata da altri ricercatori. Anche in ambito accademico vengono pubblicati lavori che successivamente vengono smentiti, spesso molti giornalisti prendono al balzo le ricerche perché si prestano a fare un bel titolo e le divulgano senza senso critico. Dopo una settimana quelle ricerche vengono categoricamente smentite, ma di questo sui media di solito non resta traccia”.

La regola per una corretta divulgazione?
“Fare un prodotto accessibile anche a chi non è colto in materia dando informazioni assolutamente corrette dal punto di vista scientifico. La divulgazione scientifica migliore è quella che riesce a semplificare il linguaggio mantenendo la correttezza delle informazioni. SuperQuark è un buon esempio”.

Dopo la conferenza del pomeriggio Fuso parteciperà a una tavola rotonda ci sarà l'anteprima di Red Light, la pellicola con Robert De Niro sulla storia di un medium braccato da un fisico che ne vuole smascherare i trucchi. Eppure ci sono casi in passato di consulenti sensitivi assoldati anche nelle indagini di polizia. Perché?
“C'è da capire che in passato fosse più plausibile credere al potere dei medium. È tutta colpa di quel furbacchione di Uri Geller, l'illusionista che negli anni '70 riuscì a superare un test scientifico di controllo dei suoi presunti poteri per poi essere smascherato in quello successivo. Qualche sedicente medium in quel periodo collaborò come consulente con la polizia ma oggi nessuno fa più affidamento a simili personaggi. Tutti i loro interventi nelle indagini si sono rivelati, alla luce dei fatti, fallimentari. I loro presunti poteri sono totalmente illusori”.