Concorsi e pressioni sul personale: bufera all'Università del SalentoInchieste giudiziarie e polemiche sulla gestione dell'ateneo di Lecce. Il rettore Laforgia sospende il direttore generale che avrebbe fatto pressioni su un funzionario e si difende dalle accuse su assunzioni sospette

Fonte: Ustation.it
di Michele Spalletta

L'Università di Lecce è in piena bufera. Al centro delle vicende, giudiziarie e non, concorsi "discussi", pressioni su rappresentanti sindacali, trasferimenti di dipendenti e molto altro. Questo almeno quanto emerge dalle inchieste e dalle carte che vedono protagonisti principali il rettore Domenico Laforgia (nella foto) e il direttore generale dell'ateneo Emilio Miccolis. Dirigente che, proprio pochi giorni fa, è stato sospeso in via cautelativa dal rettore Laforgia che, in un comunicato, spiega la sua decisione dopo aver letto di notizie su presunte pressioni che Miccolis avrebbe esercitato su un funzionario dell'università responsabile dei concorsi, per convincerlo a chiedere un trasferimento.

Un dialogo, tra Miccolis e il dirigente Manfredi De Pascalis, esponente della Cgil e capo dell'ufficio reclutamento dell'ateneo, che quest'ultimo avrebbe registrato e nel quale il direttore generale avrebbe promesso avanzamenti di carriera al funzionario in cambio di un suo volontario trasferimento in un altro settore.

La vicenda è collegata a un concorso per l'assunzione di tre dipendenti amministrativi - categoria C - annullato perché gli elaborati redatti sarebbero stati "interamente copiati da Internet".

Accusa rimandata immediatamente al mittente da due dei vincitori del concorso, Anna Chiara Presicce e Giovanni Di Benedetto. Secondo i due candidati le dichiarazioni del rettore sarebbero "false". Il tutto dopo che "sulla vicenda si è già espresso il Tar della Puglia - Lecce Sezione Uno che con la sentenza numero 1366/12 del 25 luglio 2012 - si legge in una nota - pienamente efficace, ha riconosciuto che il direttore generale dell'Università del Salento non avrebbe dovuto annullare gli atti concorsuali perché pienamente legittimi e regolari", smentendo che vi fossero copiature o segni di riconoscimento.

LA SENTENZA DEL TAR DEL 25 LUGLIO 2012

A dare seguito alla vicenda anche l'intervento della politica. Da una parte il presidente regionale del PD, nonché sindaco di Bari, Michele Emiliano, che difende l'operato del rettore; dall'altra, l'ex sottosegretario all'Interno ed esponente di spicco del PdL, Alfredo Mantovano che, assieme a 54 parlamentari si è fatto promotore di una interpellanza urgente ai ministri dell'istruzione e della Funzione pubblica per avviare un'ispezione sull'Università del Salento, per valutare il comportamento del rettore e del direttore amministrativo "a prescindere dalle vicende giudiziarie penali che riguardano entrambi".

Il rettore Laforgia, indagato in relazione ad una presunta "gestione padronale" dell'università, dopo l'esposto presentato dall'ex delegato Luigi Melica, attualmente consigliere comunale dell'Udc, su nomine e assunzioni, replica parlando di una "montatura orchestrata di proposito perché questa amministrazione venga meno al rigore e al riconoscimento del merito, sia nei concorsi che negli appalti che si espleteranno nel prossimo futuro".

Intanto nelle mani dei magistrati è arrivata un'altra denuncia con 70 allegati cartacei e 20 allegati audio con le registrazioni delle conversazioni tra Miccolis e Tiziano Margiotta, dipendente dell'ateneo e sindacalista della Uil che avrebbe ricevuto proposte di promozioni e trasferimenti se avesse "aggiustato il tiro" nei confronti dell'amministrazione diffondendo comunicati in favore della gestione dell'ateneo.