Fughe organizzate e rientri a ostacoliDecine di migliaia di giovani qualificati che lasciano ogni anno l'Italia: un impoverimento di capitale umano, con un gap negativo per il nostro Paese, in termini di "flusso dei cervelli"

Fonte: Il Sole 24 Ore

Come ha riassunto una recente ricerca di Forum nazionale giovani-Cnel: esportiamo medici, insegnanti, avvocati, architetti.
E importiamo infermieri. Un'emigrazione moderna, che affonda le sue radici in un ventennio che ha collocato l'Italia all'ultimo posto nella classifica europea della crescita. Circa 30mila, secondo l'Aire (ma i dati sono sottostimati perché meno di un neoemigrante su due si iscrive in media al registro) è il numero di giovani tra i 20 e i 40 anni che hanno lasciato la Penisola nel 2011.

Internet è sempre più il punto di partenza (dove reperire informazioni) e di arrivo (per crearsi una rete sociale) di questa nuova emigrazione. Trasparenza, meritocrazia reale, innovazione e una classe dirigente più giovane: la mancanza di questi fattori alimenta il flusso in uscita di cervelli dalle nostre frontiere. La strada per rendere l'Italia un Paese per calamitare giovani talenti e per trattenere i propri passa in primis da qui.