Eurobarometro: multilinguismo in Europa più vicinol sondaggio europeo certifica una cresciuta consapevolezza dei cittadini europei dell’importanza di conoscere le lingue straniere, ma una ricerca della Commissione europea dimostra che ancora sono pochi gli studenti competenti nelle altre lingue

Fonte: Ustation.it
di Michele Spalletta

Quella linguistica è certamente una delle principali barriere culturali tra popoli. In Europa, però, qualcosa si muove e i cittadini sembrano essere più consapevoli dell’importanza di capire e farsi capire. Questo almeno è il risultato di Eurobarometro sul multilinguismo nell’Unione Europea, i cui dati sono stati anticipati dal Commissario europeo, responsabile per l’Istruzione, Androulla Vassilou.

Secondo il sondaggio europeo che esamina le posizioni dei cittadini su varie tematiche legate all’Europa, infatti, la quasi totalità (il 98%) dei cittadini europei intervistati è conscia di quanto sia importante l’apprendimento delle lingue straniere e lo considera elemento molto importante per i propri figli.

Ma tra il dire e il fare, come spesso accade, c’è molta distanza. Un sondaggio parallelo della Commissione europea sulle competenze linguistiche dimostra che, nella realtà, sussiste un enorme divario tra le intenzioni e la realtà dei fatti.

Solamente il 42% degli studenti e adolescenti di 14 paesi sottoposti a test, infatti, risulta essere realmente competente nella prima lingua straniera. Soltanto il 25% in unì’eventuale seconda lingua straniera studiata. E un numero significativo di giovani risulta non raggiungere neanche il livello di base di conoscenza (precisamente il 14% per quanto riguarda la prima lingua straniera, il 20% per la seconda lingua). Malta e la Svezia rappresentano le realtà con la più alta percentuale di allievi (82%) competenti nella prima lingua straniera (l’inglese), mentre in Francia la percentuale è nettamente più bassa (il 9% è competente in inglese), fino all’Inghilterra, dove solo il 4% degli allievi è competente nella prima lingua straniera (il francese).

Nonostante quindi i vantaggi del multilinguismo siano ormai riconosciuti dalla stragrande maggioranza dei cittadini e delle aziende, che vedono nella conoscenza di lingue straniere nuove opportunità, la strada per il corretto apprendimento delle lingue straniere è ancora lunga.

In questo quadro Internet e le nuove tecnologie svolgono comunque un ruolo fondamentale, incoraggiando le persone ad ampliare le proprie conoscenze e competenze nelle lingue straniere, soprattutto per quanto riguarda la lettura e l’ascolto. Risulta infatti aumentato di ben 10 punti percentuali, dal 26 al 36% il numero di europei che usa regolarmente lingue straniere sul web, soprattutto sui social network.

Anche per questi motivi la Commissione europea punta molto sul nuovo programma Erasmus per tutti, incrementando i finanziamenti per i corsi di lingua destinati a chi vuole studiare o vuole svolgere volontariato all’estero. Un processo che la Commissione monitorerà per misurare e, dove necessario, migliorare, i progressi nell’insegnamento e apprendimento delle lingue straniere.

Insomma, fatta l’Europa, adesso bisogna fare gli europei, Partendo dal permettere loro di dialogare e capirsi.