corteoProsegue la protesta degli studenti universitari contro il decreto Gelmini: all'Università La Sapienza di Roma questa mattina si sono tenute assemblee in contemporanea in quattro facoltà.

Fonte: Il Messaggero

Milano. Mobilitazione permanente della Facoltà di Mediazione Culturale a Milano. È questa la reazione dell'ateneo dell'Università Statale milanese con sede distaccata a Sesto San Giovanni come protesta di fronte ai tagli della scuola previsti dal decreto del ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini. Lo comunicano gli studenti del collettivo di Mediazione Culturale al termine di un'assemblea che, oggi pomeriggio, ha visto più di 200 tra studenti, docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo riunirsi per denunciare un «dl -si legge in una nota- che distrugge la formazione pubblica e dà il colpo di grazia alle nostre università».

Firenze. Tornano invece le lezioni in strada a Firenze: quattordici lezioni all'aperto, in varie piazze della città e nella stazione ferroviaria di Rifredi, saranno tenute giovedì mattina da docenti universitari e ricercatori precari per protestare contro i provvedimenti del Governo mentre rimangono occupati il Polo scientifico di Sesto e la facoltà di Agraria. Oggi, un anticipo di queste iniziative c'è stato al parco delle Cascine, con una lezione del corso di Agraria che si è tenuta in uno dei piazzali monumentali. Sempre a Firenze, continuano in modo pacifico le occupazioni degli studenti in 30 istituti medi superiori, dove si svolgono assemblee e altre iniziative per discutere le novità nella scuola portate dal ministro Gelmini.

Anche a Padova è stata oggi sospesa l'attività didattica di tutta l'Università per protestare contro la riforma della scuola. Oltre 700 studenti, capeggiati da leader dell'area dei Disobbedienti, si sono riuniti in un sit-in nel cortile nuovo di palazzo del Bo, sede del rettorato dell'università di Padova.

All'università di Pisa il rettore Marco Pasquali ha convocato un'assemblea di ateneo per oggi pomeriggio «per fare il punto della situazione dopo l'approvazione della legge 133». Gli studenti della Scuola Normale ieri hanno approvato un documento in cui invitano la direzione e gli altri organi dell'istituto «a esprimere una posizione univoca rispettosa di tutte le componenti interne della scuola». In alcune scuole di Viareggio e Pietrasanta (Lucca), stasera genitori, insegnanti e alunni saranno in classe dalle 20 alle 24 per discutere in assemblee straordinarie la riforma Gelmini.

Proteste anche a Napoli, dove gli studenti hanno occupato il rettorato della università Federico II in segno di protesta contro il decreto Gelmini e contro i tagli della finanziaria alla Ricerca. Dopo un'assemblea permanente nell'aula magna della facoltà di Lettere - cui hanno partecipato circa cinquecento giovani - gli studenti hanno raggiunto in corteo la sede del rettorato, e attendono un incontro con il rettore Guido Trombetti. Tra le varie proposte dei manifestanti, quella di bloccare la didattica, qualora il decreto Gelmini non venisse ritirato.

Udu: azioni forti contro privatizzazioni e tagli. L'Unione degli universitari (Udu) continua la sua mobilitazione contro i provvedimenti del governo sull'università: sono in corso assemblee studentesche in varie università, in particolare contro gli articoli 16 (possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni private) e 66 (riduzione del turn over al 20% e taglio delle risorse economiche) della legge 133/08. Intanto, si muovono anche gli studenti medi, con la «Notte bianca» per la scuola pubblica, in tutte le città tra oggi e domani. Lo slogan scelto dall'Unione degli universitari è «Sorridi se ci riesci»: «Sorridiamo - ironizza l'associazione - mentre il governo smantella l'università. La nuova legge avrà ricadute pesanti sul rapporto tra docenti e studenti, che si tradurrà nell'istituzione del numero chiuso in tutti i corsi di laurea, e costringerà gli atenei a diventare privati». L'Udu promette «forme di protesta più forti per bloccare la didattica, cercando unità con le altre associazioni studentesche, e per occupare quegli spazi universitari che non possono e non devono diventare privati».

Università e ricerca, i sindacati: sciopero generale il 14 Novembre. Sciopero generale dell'Università e Ricerca venerdì 14 novembre. Ad indire la protesta nazionale i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di categoria. È prevista, ha annunciato il segretario generale della Flc-Cgil Mimmo Pantaleo, una manifestazione nazionale a Roma e iniziative di protesta in tutta Italia. Lo sciopero, che riguarderà anche i conservatori, è stato indetto per ribadire il 'nò alla riforma Gelmini e per protestare contro i tagli al settore e contro le norme che bloccano la stabilizzazione dei precari degli enti di ricerca.

Maestre in corteo a Napoli. Circa trecento maestre hanno sfilato in corteo a Napoli contro la riforma del ministro Gelmini. Le maestre hanno esposto uno striscione con su scritto «scuola pubblica: un bene comune da difendere». Il ministro Gelimini è raffigurata su un «santino» tra fiori e ceri accesi. Al passaggio delle maestre numerosi gli applausi dei cittadini.

Gelmini: studenti al centro della nostra missione. Intanto, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ribadito oggi che la sua riforma punta al ritorno di una scuola di qualità: «Gli studenti vanno rimessi al centro della nostra missione, tornando a fare dell'università uno strumento straordinario di mobilità sociale e concentrando i nostri sforzi sulla qualità dell'offerta, che non significa moltiplicazione dell'offerta - ha detto - È il mio primo obiettivo e lo dedico in primo luogo a quegli studenti che in quesi giorni hanno protestato e protestano». Gelmini ha quindi aggiunto che «puntare all'eccellenza e fare da propulsore al sistema Paese è quanto l'Italia chiede al proprio sistema universitario, senza distinguere tra atenei pubblici e privati. È in fondo il cardine dell'autonomia universitaria, un'autonomia che prenda coscienza e coraggio delle proprie potenzialità e che torni a proiettare il sistema Paese nel futuro. Un'autonomia in cui credo e che sarà mio compito specifico valorizzare, cui è necessario corrisponda un'altrettanto netta assunzione di responsabilità».