Università: professori in rivolta contro i BaroniGrazie a un cavillo burocratico numerosi rettori in carica da decenni possono prolungare il loro mandato fino al 2013. Alcuni docenti si sono ribellati allo status quo

Fonte: Utools.it

I rettori a vita, i cosiddetti Baroni, ora sono sotto assedio. 150 docenti di 20 diverse Università italiane hanno firmato un documento per impedire ai “rettori troppo longevi” di rimanere al proprio posto fino al 2013.

La legge 240/2010, varata ormai un anno e mezzo fa, prevede che i rettori degli atenei pubblici possano rimanere in carica per un mandato unico di sei anni, non rinnovabile. Però, per garantire un passaggio di consegne più morbido, la riforma ha fissato la decadenza dei rettori da troppo tempo in carica nell'anno successivo, appunto, all'adozione dei nuovi Statuti. La proroga è stata adesso raddoppiata da una nota esplicativa del Miur, che estende il mandato di un altro anno. I rettori che avrebbero dovuto abbandonare la poltrona nel 2011, sono stati prorogati prima fino alla fine del 2012, e poi al 31 ottobre 2013.

Francesca Petrocchi, docente all'Università della Tuscia e firmataria della petizione online ha dichiarato: "L'Italia è lo Stato del diritto e del rovescio”.

Il più longevo è Giovanni Cannata, a capo dell'Università del Molise dal 1995. Resterà fino al 2013 (per un totale di 18 anni di mandato), e nel suo caso non c'è stato neppure bisogno di proroghe. La circolare del Miur ha invece giovato allo stesso presidente della Crui (la Conferenza dei rettori italiani), Marco Mancini, numero uno dell'Università della Tuscia dal 1999. Il suo mandato sarebbe scaduto nel 2011, ma di proroga in proroga arriverà al 2013. Stesso destino per Marco Pacetti, numero uno del Politecnico delle Marche dal 1997, oppure Giovanni Latorre, a Cosenza dal 1999. Guido Fabiani, 73 anni, 14 dei quali da rettore di Roma 3, con le proroghe del Miur è invece riuscito anche a rinviare la pensione.

Secondo il Miur la data di riferimento per l’adozione dei nuovi Statuti non è quella prevista dalle Università ma quella del ministero stesso, che giungendo più tardi, concede al rettore di turno un ulteriore anno di mandato.

"È la stessa legge Gelmini a contemplare la possibilità di proroga dell’incarico di rettore, allo scopo di mantenere un elemento di continuità con la gestione preriforma". Ha risposto qualche giorno fa il ministro Francesco Profumo, a sua volta ex rettore del Politecnico di Torino, aggiungendo che alcuni rettori, pur essendo nelle condizioni di poterne approfittare, hanno deciso di "rinunciare all’ulteriore proroga di un anno".