Ricerca: Profumo, "Gli strumenti per il finanziamento della ricerca in Italia devono diventare analoghi a quelli della competizione europea"

Fonte: AGI

Universita' italiane collegate maggiormente con i grandi atenei all'estero e strumenti di finanziamento alla ricerca piu' in linea con gli standard europei: e' questa la direzione indicata dal ministro dell'Istruzione Universita' e Ricerca, Francesco Profumo, questa mattina a Torino per partecipare alla tavola rotonda organizzata dall'Anfia al Museo Nazionale dell'Automobile di Torino. "La formazione nei termini tradizionali, almeno nei settori di punta - ha detto Profumo - forse non e' piu' sufficiente. Le nostre universita' dovranno essere capaci di collegarsi di piu' con le grandi universita' all'estero per consentire ai ragazzi di fare un percorso completo e di portarsi nel mondo del lavoro non solo il bagaglio delle competenze delle nostre universita', ma con un bagaglio di relazioni e di competenze per accelerare l'internazionalizzazione delle nostre aziende. L'internazionalizzazione e' un tema su cui dobbiamo puntare per lo sviluppo di un Paese che e' un po' seduto".

Per quanto riguarda il finanziamento della ricerca, Profumo ha detto: "Gli strumenti che abbiamo utilizzato finora in Italia per il finanziamento alla ricerca non ci hanno allenati abbastanza alla competizione vera. Le modalita' con cui abbiamo valutato i nostri progetti non sono state probabilmente equivalenti a quelle degli altri Paesi: e quando poi ci troviamo a competere in Europa o sui grandi scenari mondiali ci troviamo in difficolta'. Non siamo cosi' capaci ad accettare le regole, non siamo capaci a lavorare insieme. Siamo bravissimi come singoli - ha concluso il Ministro - diventiamo molto piu' deboli quando i progetti sono complessi e hanno bisogno di competenze che vengano anche da altre realta'".

E a chi gli chiedeva quale fosse quindi la ricetta, Profumo ha replicato: "Gli strumenti per il finanziamento della ricerca in Italia devono diventare analoghi a quelli della competizione europea: le stesse modalita' di creazione dei partenariati, le stesse modalita' di valutazione e selezione dei progetti, la stessa attenzione ai risultati. Noi abbiamo un sistema per cui le nostre valutazioni sono sempre ex ante, e poi nessuno di noi va mai a vedere i risultati. Credo che dobbiamo cambiare, identificare degli obiettivi, non essere cosi' innamorati dei processi e andare a vedere i risultati. Soprattutto nell'automotive - ha concluso - perche' e' un settore ad altissima competizione e anche di grande interesse per le ricadute che ci possono essere sugli sviluppi tecnologici".