Stretta finale per il programma Horizon 2020L'Italia punta al ritorno degli investimenti

Fonte: ANSA

La ricerca è la nuova scommessa per lo sviluppo tanto per l'Italia quanto per l'Europa. Entrambe stanno lavorando a ritmo serrato in vista dell'avvio, fra poco meno di due anni, del programma Horizon 2020, la nuova frontiera della ricerca e dell'innovazione che prevede una spesa complessiva di 80 miliardi nel periodo 2014-2020.

"In questo momento ci troviamo in una fase decisiva nella preparazione del documento finale in vista del varo del programma, nel quale debbono essere individuati priorità, azioni e risorse", ha detto il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Francesco Profumo, in visita all'agenzia ANSA. E' "un momento estremamente importante, cruciale per prepararsi ai prossimi anni" e l'Italia lo sta facendo attraverso tre tipi di azioni che puntano ad una maggiore presenza a livello europeo, al ritorno congruo degli investimenti comunitari nella ricerca e ad una rete di comunicazione efficace, capace di ridurre la distanza fra Roma e Bruxelles.

La prima azione, ha spiegato Profumo, consiste in "una personale presenza continua a Bruxelles, da attore e non da spettatore. Il ruolo del nostro Paese deve tornare ad essere quello che gli compete in termini contributivi e di alleanze". E proprio al ritorno degli investimenti punta la seconda azione, che ''parte da una posizione complicata", considerando che l'Italia ha partecipato per circa il 15% ai 500 milioni l'anno investiti nel Settimo Programma Quadro europeo per la ricerca 2007-2013, ma con un ritorno di appena 50 milioni circa. Quella che serve adesso è un'inversione di tendenza, ha detto ancora il ministro, "perché se manterremo le stesse performance nel programma Horizon 2020 perderemo fra 800 e 900 milioni''.

Bisognerà anche fare i conti con uno scenario nuovo, del quale sono entrati nel frattempo a far parte nuovi Paesi: "credo che l'Italia debba allenarsi per poter competere al meglio in vista dell'appuntamento del 2014". Lo strumento ideale sono azioni volte a ''promuovere la collaborazione fra università, aziende e centri di ricerca, in modo che le priorità siano quelle del programma Horizon 2020'', in ''una vera palestra'' che permetta di presentarsi nel migliore dei modi all'appuntamento del 2014.

''Se riuscissimo a riportare in Italia un euro per ogni euro speso, l'euro che torna avrebbe un peso diverso: i Paesi crescono grazie a questo tipo di relazioni''.
La terza azione, ha detto ancora il ministro, ''consiste nell'avviare un processo di comunicazione fra Bruxelles e la nostra comunità scientifica: altri Paesi lo hanno fatto prima di noi, con risultati evidenti''. Si tratta di mettere in atto "un processo culturale all'interno di un sistema che oggi è disarticolato" e il ministero si sta organizzando in questo senso, in primo luogo organizzando una rete efficace di comunicazione, e le prospettive sono comunque buone: ''partiamo da una situazione ottima in termini di materiale umano. Abbiamo buoni ricercatori, ma quello che manca - ha concluso il ministro - è la capacità di aggregazione''.