Oscar, Hollywood celebra se stessaCinque statuette alla nostalgia, altre 5 "tecniche", e il premio a Woody Allen: il cinema esprime la sua inquietudine di fronte a Internet, pirateria, video-on-demand e nuove tecnologie

Fonte: La Stampa
di Lorenzo Soria

E’ stato l’Oscar della nostalgia, con cinque statuette inclusa quella per il miglior film, la miglior regia e il miglior attore andati a “The Artist”, un’ode d’amore senza dialoghi e in bianco e nero al cinema muto e in bianco e nero. Ci sono stati cinque Oscar, soprattutto tecnici, anche per “Hugo Cabret” (incluso quello per le scenografie dei nostri Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo), l’omaggio di Martin Scorsese al pioniere del cinema George Melies. Come se tutto questo non bastasse, c’e’ stato pure l’Oscar a Woody Allen ( che  come sua tradizione si e’ ben guardato dall’essere presente) per la sceneggiatura di “Midnight in Paris”, un viaggio indietro nel tempo nella Parigi letteraria e bohémienne degli anni ’20. 

Come prima e piu’ di prima gli Oscar diventano per Hollywood un’occasione auto-referenziale per celebrare se stessa e, in questo caso, le sue radici. Persino la sala della cerimonia era stata addobbata tutta di rosso, un po’ come  quelle dei suoi tempi d’oro. Ma da questa ottantaquattresima edizione emergono altre considerazioni. Nell’era in cui domina i mercati globali con  megaserie che costano come i bilanci di alcune nazioni e basate quasi esclusivamente su effetti sempre piu’ speciali, la capitale del cinema premia un regista, attori, sceneggiatori e maestranze francesi  che hanno saputo produrre un film con “appena” 12 milioni di dollari e in cui l’effetto piu’ speciale e’ un  delizioso Jack Russell chiamato Uggie.  La seconda e’ che premiando la storia di un divo del cinema muto che cerca di restare rilevante di fronte all’avvento del suono, Hollywood inconsciamente esprime la sua inquietudine di fronte a Internet, pirateria, video-on-demand e l’avvento delle nuove tecnologie. E premia un film col quale la vecchia guardia celebra un tempo in cui il cinema occupava un ruolo piu’ centrale nella nostra cultura e  non si sentiva minacciato da queste nuova piattaforme con nomi che confondono e che cambiano di continuo.