Hiv: italiani scoprono «timbro molecolare». Nuove possibilità di curaUn contatto, anche minimo, con l'Hiv (il virus dell'immunodeficienza umana), e tutte le cellule del sangue - anche quelle che non verranno mai infettate davvero - risultano "marchiate" in modo permanente

Fonte: Il Sole 24 Ore

È quanto emerge da uno studio in corso di pubblicazione su Blood realizzato da un gruppo di ricercatori italiani diretti da Claudio Casoli del Centro di Ricerca Medica e Diagnostica Molecolare 'Gemiblab' di Parma e da Andrea Cossarizza dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che hanno scoperto che l'Hiv è in grado di alterare la qualità e il comportamento di piccole molecole di Rna chiamate micro-Rna (o miRna) non solo nelle cellule già infettate dall'Hiv, ma anche in quelle che con i suoi prodotti sono state semplicemente a contatto. Una sorta di "timbro molecolare", spiegano i ricercatori, che può avere effetti dannosi per i linfociti che dovrebbero combattere il virus ma che, allo stesso tempo, apre le porte a nuove possibilità di cura.

Diverse tipologie di pazienti - Esistono circa un migliaio di miRna - spiegano i ricercatori - che non sono direttamente coinvolti nella sintesi delle proteine ma regolano diverse attività cellulari, e rivestono quindi un ruolo di grande interesse in diverse patologie neoplastiche o degenerative. Gli studiosi del Gemiblab di Parma e dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con i colleghi delle università di Parma e di Milano, dell'Ospedale "Santa Maria Nuova" di Reggio Emilia e dell'Istituto San Raffaele di Milano, hanno esaminato i miRna dei linfociti T helper CD4+ (le cellule che innescano e regolano la risposta immunitaria e che sono a loro volta il bersaglio dell'Hiv) in diversi gruppi di pazienti positivi all'Hiv - da quelli con infezione acuta a quei rarissimi pazienti il cui sistema immunitario controlla il virus senza bisogno di farmaci - e nei partner sieronegativi dei pazienti stessi: e hanno così rilevato che l'espressione di almeno 29 miRna era diversa nelle varie categorie di persone esaminate, e che le differenze sussistevano non solo tra i soggetti infetti e quelli sani, ma anche tra le diverse tipologie di pazienti.

Variazioni stabili dei miRna nei soggetti sani - Non solo: è stato osservato che anche i linfociti degli individui esposti al virus ma non infetti (come i partner dei soggetti sieropositivi) vanno incontro a importanti e stabili variazioni nei loro miRna. In altre parole, quindi, non solo l'infezione da Hiv, ma anche il semplice contatto con le proteine virali può "marchiare" i linfociti CD4+ in modo indelebile. Risultati che sono stati confermati anche da modelli di infezione cellulare in vitro.

Nuove prospettive - Lo studio, che vede come primi autori Fabio Bignami e Elisabetta Pilotti, identifica una nuova strategia utilizzata dal virus per combattere la risposta immunitaria e questo apre nuove prospettive in particolare per innovativi aspetti diagnostici e terapeutici dell'infezione da Hiv, compresi quelli vaccinali.