Così la prima pianta ha ‘imparato’ la fotosintesi da un batterioLe tracce ancora conservate nel Dna

Fonte: ANSA

La prima pianta comparsa sulla Terra quasi un miliardo di anni fa ha 'imparato' a fare la fotosintesi da un batterio. A ricostruire come questo sia avvenuto ci pensa uno studio coordinato dagli ecologi della Rutgers University, nel New Jersey, e pubblicato su Science.

Dalla ricerca emerge che le piante moderne discendono da un'unica antenata, un'alga che un miliardo di anni fa avrebbe vissuto in simbiosi con un batterio capace di fare fotosintesi, chiamato cianobatterio. Proprio questo particolare 'coinquilino' le avrebbe lasciato in dono lo strumento fondamentale per fare la fotosintesi: un organello cellulare chiamato 'plastidio', una vera e propria centrale in cui avviene un processo chimico che trasforma acqua e anidride carbonica in zuccheri grazie alla luce del Sole.

I ricercatori, coordinati da Dana Price, sono quindi riusciti a tracciare un preciso identikit di questa prima alga e a capire, grazie a una serie di analisi genetiche, come sia avvenuto il passaggio del plastidio durante la convivenza dei due inquilini. In particolare, hanno analizzato il Dna contenuto nei plastidi di un'alga molto primitiva, chiamata 'Cyanophora paradoxa', e l'hanno confrontato con quello dei plastidi di alcune piante terrestri e di alghe verdi e rosse. Dai risultati e' emerso che tutti questi plastidi conservano ancora il 'ricordo' della loro vita passata nei batteri: nel loro Dna sono addirittura presenti geni che nei cianobatteri servono per il metabolismo dei carboidrati e la fermentazione. La stessa alga C. paradoxa conterrebbe alcuni geni ereditati da un antico batterio simile alla Chlamydia.