Martone, ho scelto la parola sbagliata, ma la sostanza non cambia: dopo i 28 anni difficile trovare lavoro«Ho scelto la parola sbagliata, ma va detta la verità. Chi si laurea dopo i 28 anni, avrà difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro»

Fonte: Il Sole 24 Ore

Lo ha affermato il viceministro del Lavoro, Michel Martone, nel corso della trasmissione "Otto e mezzo" su La7. «La frase - ha proseguito Martone - è stata decontestualizzata: sono dispiaciuto per come è stata interpretata e per i giovani che si sono sentiti offesi».

«Più tardi ci si laurea più difficile è trovare lavoro»
Martone ha poi detto di avere «profondo rispetto per i giovani che studiano», «per l'università e per tutti quelli che ci sono dentro». Tuttavia, ha aggiunto, «sono sfortunati quelli che aspettano tanto per laurearsi perchè il mercato del lavoro si fa sempre più difficile, più tardi ci si laurea più difficile è trovare lavoro. Questa è una verità scomoda». In seguito il viceministro ha ripetuto di essere «veramente dispiaciuto perchè gli studenti si sono sentiti offesi», ma ha ribadito, «è il momento di cominciare a raccontare una serie di verità. Io sono del '74 e sono cresciuto con due miti: che bastava laurearsi per trovare un lavoro e che il lavoro sarebbe durato per tutta la vita, poi le cose non sono andate così». Insomma, ha concluso, «bisogna cominciare a dire la verità, ma io ho scelto la parola sbagliata».

Sono un ragazzo fortunato
Alla domanda se si sente più un genio o figlio di papá, Martone ha detto di essere «sicuramente sono un ragazzo fortunato che però ha fatto di tutto per essere all'altezza delle fortune che ha avuto».

Alemanno, battuta infelice
«Essendomi laureato a 46 anni non posso che dire che ha fatto una battuta infelice»: così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano cosa ne pensasse dell'affermazione del vice ministro del Welfare. Il primo cittadino, intervenuto all'inaugurazione dell'anno accademico a Roma Tre, si è quindi soffermato sulla protesta degli studenti andata in scena stamani prima dell'avvio della cerimonia. «Gli studenti devono manifestare per avere università più forti non per proteste fini a se stesse» ha affermato Alemanno aggiungendo che comunque l'università pubblica «ha un ruolo fondamentale che non deve essere messo in discussione».