Internet contro la legge SOPA: Wikipedia, social network e blog in tiltIl Web si prepara a condizionare il proprio mondo con uno sciopero che, a partire da oggi, coinvolgerà parecchie piattaforme multimediali

Fonte: ViviAteneo.it
di Mirko Fazio

Negli Stati Uniti si affronterà il 24 gennaio in Senato, la questione che riguarda una proposta di legge sulla protezione dei diritti d’autore su Internet.
Tutto ciò ha già portato ad importanti prese di posizione da parte delle più grandi società e aziende attive in Rete, quasi tutte contrarie all’applicazione della legge.
In passato proposte di legge restrittive sulla pubblicazione e la pubblicità di contenuti attraverso Internet, erano state sempre bloccate o respinte; quella di fine gennaio, la cosiddetta legge SOPA (Stop Online Piracy Act), porterà ad una sua discussione alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, con l’obiettivo di contrastare la pirateria informatica e difendere i diritti d’autore su Internet.

Nel caso di una irregolarità, una volta ottenuta l’ordinanza, il governo potrebbe imporre ai fornitori di servizi Internet (provider) di bloccare i siti sospetti, la pubblicità e i canali di finanziamento per i siti che vendono o semplicemente pubblicano illegalmente materiale protetto dai diritti d’autore negli Stati Uniti, come Twitter, Facebook o Youtube, con conseguenze per i trasgressori di pene che vanno fino a cinque anni di carcere.

Oltre questi colossi del web, diverse società importanti che operano nel settore informatico, si sono riunite in un gruppo di pressione, la NetCoalition, di cui fanno parte tra gli altri Google, Wordpress, Yahoo, Amazon, eBay, PayPal.
Queste e altre aziende secondo i ben informati, si starebbero accordando per nuove manifestazioni di protesta nel caso in cui il SOPA venga approvato, oltre alla già messa offline temporanea dei loro siti e censura delle pagine come nel caso della piattaforma blogging Wordpress e Wikipedia.

La legge, seppur considerata da critici e addetti ai lavori come un attacco alla libertà di espressione su Internet e un freno all’innovazione del settore informatico, ha avuto un’alternativa:  la presentazione da parte delle grandi società web, che effettivamente riconosco la necessità di nuovi regolamenti per contrastare la pirateria, di una legge chiamata OPEN.
Purtroppo non è stata presa in considerazione dal Congresso e quindi si dovrà aspettare la decisione, con il concreto rischio, di dover fare a meno di ricerche e social network per un pò.