Web & Tech. Formare l’Europa attraverso i giovani e la comunicazioneThierry Vissol, Consigliere speciale media & Comunicazione alla rappresentanza europea a Roma: «La coesione sociale si costruisce con la corretta comunicazione, i giovani e superando i nazionalismi»

Fonte: Ustation.it
di Michele Spalletta

L’Europa economica ma soprattutto sociale e culturale si deve ancora costruire, mattone dopo mattone. E in questo necessario processo la comunicazione svolge un ruolo fondamentale. Comunicazione che non è soltanto informazione di ciò che accade ma anche creazione di un sentimento d’appartenenza.

A questo scopo è stata dedicata la nascita di programmi radiofonici che, nei territori nazionali, parlano d’Europa. In Italia, nello studio radiofonico della Commissione europea “Studio Europa”, sono realizzati due format, curati e condotti da Thierry Vissol, Consigliere speciale media & Comunicazione alla rappresentanza della Commissione europea a Roma: “22 minuti, Una settimana d’Europa in Italia”, che affronta la settimana i Europa appena trascorsa attraverso reportage e interviste a personaggi importanti del panorama europeo; “Un libro per l’Europa”, che si occupa di autori e libri su temi europei.

THIERRY VISSOL, CONSIGLIERE SPECIALE MEDIA & COMUNICAZIONE ALLA RAPPRESENTANZA EUROPEA


«Uno dei grossi problemi dell’Unione europea – ci spiega il Consigliere Thierry Vissol – è la cattiva informazione che arriva alle persone. Cattiva non nei contenuti ma nella quantità. Pochissimi media parlano d’Europa. E il grosso sforzo dell’Unione nell’informare i cittadini si concretizza spesso attraverso il portavoce che però si trova a Bruxelles e non è sempre facile per i media locali e regionali accedere alle informazioni».

Per questi motivi è nata l’idea del format radiofonico, che si sviluppa on air e sul web, «per dare, a livello locale, l’accesso a un’informazione di qualità».

Europa che, ancora, non è sentita dai cittadini dei diversi Paesi membri, soprattutto in un periodo in cui le criticità europee, in primo luogo da un punto di vista economico, rischiano di mettere in dubbio l’integrità dell’intero sistema.

«Quando accade qualcosa di grave – continua Vissol - si cerca sempre un capro espiatorio. In questo momento di crisi diventa l’Unione Europea perché si parla di Euro e la causa dell’attuale situazione si fa ricadere sulla moneta unica. Ma non è così. Viviamo in un mondo con una popolazione che a breve raggiungerà quota otto miliardi di persone e con delle relazioni geo-politiche molto difficili. Non possiamo giocare da soli, non soltanto i “piccoli” ma anche i Paesi più grandi, come la Francia, l’Italia o la Germania. L’Europa è una necessità e di necessità si deve fare virtù».

Il problema che stiamo vivendo deriva principalmente, secondo il Consigliere della Commissione europea, «dalla cattiva gestione dei Paesi membri, cioè il non rispetto dei patti che ha condotto a questa crisi. Di tutto questo si deve parlare e bisogna fare in modo di informare la gente sulle vere sfide che si pongono e la maniera più efficace di rispondere è senza dubbio attraverso l’Unione europea».

Un “euroscetticismo” che non nasce certamente con la crisi economica ma che forse si è rafforzato nell’ultimo periodo, sintomo di una mancanza di una vera coesione sociale.

«La coesione si ha quando i cittadini si riconoscono in un unico spazio pubblico europeo, quando si sa che gli altri hanno gli stessi problemi e che la maniera corretta per risolverli è di farlo insieme. Quello che manca è l’idea che esista un qualcosa che dia questa coesione perché purtroppo i politici, per tanti motivi, parlano ancora in maniera molto nazionalistica, dimenticando che non siamo e non possiamo stare soli. Questa situazione è in parte anche colpa delle istituzioni europee che purtroppo sono un po’ lontane. C?è la necessità – conclude Vissol – di portare a livello locale e regionale un’informazione e una presenza che possa fare sentire l’Europa più vicina e in mezzo a noi».

Per questo è stato avviato il progetto della radio, con i suoi programmi di intrattenimento e di informazione. E per questo è nato anche l’accordo con il network dei media universitari italiani, Ustation, che ritrasmetterà i podcast delle puntate radiofoniche della Commissione europea a Roma e sarà presente, negli studi romani, a fare domande agli importanti ospiti che parteciperanno alle trasmissioni.

«I media universitari e i giovani – aggiunge il Consigliere europeo - sono indispensabili in questo processo. Prima di tutto perché tocca ai giovani formare il mondo che verrà e la gente che studia, in futuro, potrà essere quella che prenderà delle decisioni e rappresenta, quindi, un target molto importante».