Lo studio. Agire sui mitocondri contro il morbi di ParkinsonUno studio, pubblicato questa settimana sul Journal of Experimental Medicine, ha portato alla luce una strategia innovativa per il trattamento del morbo di Parkinson

Fonte: Il Secolo XIX
di Fabrizio Paolino

Secondo gli esperimenti, condotti sui topi in laboratorio, la stabilizzazione della “centrale energetica” delle cellule protegge contro la diffusione della patologia. In altre parole, la ricerca attira l’attenzione sui mitocondri, organelli microscopici considerati appunto le centrali energetiche di ogni organismo vivente. Questi organuli, infatti, forniscono alle cellule l’energia di cui hanno bisogno per tutte le funzioni vitali. Nel corso della malattia, i mitocondri vengono danneggiati, con la conseguente perdita di neuroni dopaminergici e quindi la degenerazione delle funzioni cerebrali.

E qui entra in gioco il team guidato da John Sinclair e Roger Barker, ricercatori dell’Università di Cambridge. Il gruppo ha iniettato una proteina virale chiamata beta2.7, nota per la sua capacità di proteggere i mitocondri nei ratti affetti dalle malattie simili al morbo. I topi, esaminati prima e dopo la somministrazione della proteina, hanno fatto riscontrare risultati molto positivi per quanto riguarda il comportamento e le capacità motorie. Il loro cervello, inoltre, conteneva un maggior numero di neuroni dopaminergici. Lo studio è ancora in fase di sperimentazione ed è stato effettuato, finora, solo sui topi ma, con tutte queste belle premesse, si prepara a portare una ventata di speranza a tutte le persone affette da questa terribile malattia.