Neutrini. La comunità scientifica è cauta e ci sono molti dubbi in merito ai risultatiA Verona, il ricercatore dell'INFN Filippo Varanini proverà a spiegare le controversie sulla scoperta che potrebbe cambiare il mondo: «Difficile capire nel dettaglio quali potranno essere le conseguenze»

Fonte: Ustation.it
di Alberto Conti

I neutrini da settembre sono diventati uno degli argomenti più discussi anche dai non addetti ai lavori. Come spesso avviene, dopo un momento di attenzione mediatica, la notizia inizia a sparire da quotidiani, riviste, radio e televisioni. A che punto è la ricerca? Si è veramente di fronte ad una rivoluzione scientifica? A queste domande si proverà a rispondere oggi alle 14.45 nella sala verde della Piramide di Ca’ Vignal dell'Università di Verona.

«L'esperimento Opera, che è uno dei due esperimenti che rivelano i neutrini che vengono sparati dal Cern di Ginevra attraverso le montagne e verso il Gran Sasso, - racconta il dottor Filippo Varanini, ricercatore dell'INFN e relatore dell'incontro - avrebbe scoperto che questi neutrini viaggiano appunto più veloci della luce stessa. Dico "avrebbe" perché il risultato è ancora molto discusso all'interno dell'esperimento stesso e all'interno di tutta la comunità scientifica. Certo è che se questo risultato fosse vero, metterebbe in crisi la teoria della relatività e sarebbe risultato più rivoluzionario e più stupefacente della Fisica degli ultimi 100 anni».

La comunità scientifica è cauta e ci sono molti dubbi in merito ai risultati. Tra chi sostiene si sia trattato di un errore, ad esempio, ci sono i fisici Andrew Cohen e il premio Nobel Sheldon Lee Glashow, che si chiedono che fine abbiano fatto le particelle leggere e l'energia che normalmente dovrebbe essere rilasciata superando la velocità della luce. Per fugare ogni dubbio sono in corso degli ulteriori esperimenti per verificare questi dati, uno svolto proprio dal progetto Opera e altri da vari team tra i quali c'è anche ICARUS di cui fa parte il dottor Varanini.

«Lo scopo del progetto ICARUS - spiega il ricercatore dell'INFN - è lo studio dei neutrini, in particolare per quanto riguarda il fenomeno delle oscillazioni. Si è sempre pensato che i neutrini avessero massa zero, si è scoperto recentemente, sia in Italia che in Giappone o in altri esperimenti, che subirebbero delle trasformazioni che implicherebbero che ci sia una massa. Noi di ICARUS stiamo cercando di studiare le reazioni dei neutrini in modo da comprendere i valori e i dettagli di queste massa».

INTERVISTA AL DOTT. FILIPPO VARANINI, RICERCATORE DELL'INFN E DEL PROGETTO ICARUS


«Questi esperimenti - continua il dottor Varanini - stanno collaborando per verificare le modalità e il tempo dell'arrivo di questi neutrini, in modo da cercare di vedere se ci sono stati errori che potrebbero aver creato questo risultato. Contemporaneamente anche al di fuori dell'Italia esperimenti simili che stanno svolgendo e stanno lavorando alla misura della velocità dei neutrini. Ad esempio negli Stati Uniti e in Giappone».

Se il risultato ottenuto a settembre fosse confermato, e i neutrini riescono effettivamente a viaggiare più veloci della luce, tutto quello che finora è stato studiato dovrebbe essere messo in discussione. Sono in molti a chiedersi cosa accadrebbe nel modo della Fisica.

«Difficile capire nel dettaglio quali potranno essere le conseguenze. La teoria della relatività è un dogma su cui tutta la fisica che poi si è costruita negli ultimi decenni si fonda. per cui se si mette in discussione questo fondamento a livello così profondo è difficile capire cosa potrebbe venir fuori. Certo è che bisognerebbe rifare la fisica degli ultimi decenni, praticamente ripartire da zero e con una teoria che da una parte spieghi i nuovi fenomeni, da una parte continui a spiegare i fenomeni che abbiamo visto finora»