Aumento tasse universitarie, 33 atenei italiani superano il limiteIl 55% delle università chiede una somma superiore al 20% dell'assegno erogato ogni anno dallo Stato sotto forma di fondo di finanziamento ordinario. Nel 2010 lo studente medio ha pagato 1125 euro, con un aumento del 38,2% rispetto al precedente quinquennio

Fonte: Ustation.it
di Giorgio Pennisi

Dopo la condanna del Tar Lombardia all'università di Pavia, si apre uno squarcio sulla questione “tasse universitarie”. La sentenza di primo grado, a cui ovviamente si appellerà l'ateneo, lo costringe al momento a risarcire gli studenti, stabilendo così l'irregolarità dell'aumento delle tasse.

Nel complesso però sono ben 33 gli atenei che chiedono ai propri studenti contributi troppo alti. Il 55% degli atenei, infatti, ha superato il limite di legge che impedisce alle università di raccogliere dai contributi studenteschi una somma superiore al 20% dell'assegno erogato ogni anno dallo Stato sotto forma di fondo di finanziamento ordinario (Ffo).

Adesso il successo dell'iniziativa promossa dall'Unione degli Universitari può scatenare un effetto domino che può far scattare il contenzioso praticamente in tutta Italia: i potenziali interessati, cioè gli iscritti ai 34 atenei sopra la soglia, sono oltre un milione.

A Pavia, se la sentenza diventasse definitiva, l'università dovrebbe risarcire circa un milione di euro, cioè poco più del 3% dei contributi totali, ma a Urbino, Bergamo o Venezia una decisione analoga costerebbe più del 15% delle risorse versate dagli studenti.

Il problema nasce dall'aumento negli anni dei costi fissi delle università e in secondo luogo dal continuo braccio di ferro sul finanziamento statale, che dopo anni di crescita si è fermato. Anzi dal 2009 ha cominciato a ridursi e l'assegno statale viene ormai praticamente assorbito dagli stipendi a docenti e personale tecnico.

Gli atenei, nel tentativo di trovare fondi, hanno appesantito il conto degli studenti: nel 2010 lo studente medio ha pagato 1125 euro, con un aumento del 38,2% rispetto a cinque anni prima. In molti atenei, però, queste dinamiche hanno fatto saltare il rapporto fra contributi e finanziamento ordinario, nella speranza che nessuno si ricordasse della vecchia regola del '97.

La situazione attuale potrebbe peggiorare. Nel 2011 l'assegno statale è stato alleggerito del 3,8 per cento, e per l'anno prossimo è in programma una sforbiciata ulteriore del 5.5 per cento: assottigliandosi il denominatore, il numero degli atenei fuori norma non può che aumentare, visto che già nel 2010 altri atenei hanno chiesto agli studenti una cifra compresa fra il 19 e il 20% del fondo ordinario.

Intanto la Rete29aprile commenta la notizia della condanna dell'università di Pavia: "Aumentare la pressione delle tasse di iscrizione sugli studenti per far fronte ai tagli di bilancio imposti da Tremonti e Gelmini nel corso del 2010, è una cosa illegittima. L'università di Pavia è capofila di una lunga serie di università che non rispettano il limite del 20%'', la Rete osserva che ''la logica conseguenza sarebbe di cercare modi alternativi per finanziare la ricerca e il funzionamento dell'Università pubblica"