Un robot per operare al cuore: la cardiochirurgia del futuro al CampusLa cardiochirurgia robotica arriva a Roma direttamente ha New York

Fonte: Il Messaggero
di Marco Giovannelli

Al Campus biomedico (unica struttura del centrosud ad inaugurare questa specialità, è stata presentata questa mattina l’iniziativa che permetterà di operare in modo meno invasivo riducendo i costi di ricovero, migliorando la qualità della vita del paziente e formando i giovani chirurghi. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Campus Biomedico, l’ospedale San Camillo-Forlanini di Roma e il Lenox Hill Hospital di New York rappresentato dal cardiochirurgo Nirav Patel, allievo del professor Francesco Musumeci, chiamato a coordinare la scuola di cardiochirurgia robotica. Il professor Francesco Musumeci del San Camillo, esperto cardiochirurgo di fama internazionale che al San Camillo cura tutte le patologie cardiache dai trapianti (anche di cuori artificiali) ai by pass.

«Con la robotica sarà possibile intervenire - ha spiegato il professor Musumeci - senza aprire il torace, ma facendo solo quattro forellini da cui passano i bracci meccanici manovrati dal medico che può essere anche in un’altra città. Il paziente può tornare subito in reparto, può essere mandato a casa in 3-4 giorni, e può tornare alla vita normale in poche settimane rispetto ai due mesi con l’intervento tradizionale». Con il progredire della tecnologia robotica sarà possibile incrementare il numero di interventi a cuore battente, cioè senza rallentare o fermare il cuore per permettere il lavoro del chirurgo. I vantaggi del chirurgo-robot sono molti: interventi meno invasivi e con minor perdita di sangue, conseguente ridotto trauma dell’organismo e rischio di complicanze post-operatore, una maggiore rapidità di guarigione. Rispetto la chirurgia tradizionale, il robot permette in più di raggiungere il cuore senza operare l’apertura dello sterno.

Gli strumenti operanti montati sui bracci hanno un diametro compreso tra i 5 e i 12 millimetri e vengono introdotti nel corpo del paziente attraverso un’incisione sottomammaria di soli tre centimetri. Si azzerano così i rischi d’infezione dello sterno ed è eliminato il trauma di vivere con vistose cicatrici.

Il robot Da Vinci” (costato al Campus due milioni di eruo), può essere utilizzato da subito per interventi sulla valvola mitrale, per la chiusura di difetti del setto interatriale (come il caso del problema di Antonio Cassano) e per asportare tumori all’atrio. In prospettiva potrà essere utilizzato anche per l’impianto dei by pass che rappresenta quasi il 60% degli interventi di cardiochirurgia. Inoltre, grazie alla doppia consolle di comando, è una scuola per gli allievi chirurghi della scuola.

Subito un intervento. Subito dopo la presentazione del robot, nel blocco operatorio del Campus Bio-Medico è stato effettuato un intervento al cuore eseguito dal professor Francesco Musumeci. Insieme al professor Nirav Patel, direttore del dipartimento di cardiochirurgia robotica del Lenox Hill Hospital di New York, Musumeci ha eseguito una ricostruzione di valvola mitrale su un paziente di 77 anni affetto da insufficienza valvolare mitralica severa. L'intervento è durato 4 ore ed è stato eseguito con successo. Il paziente è attualmente in fase di risveglio.

Grazie all'utilizzo del robot "da Vinci" i chirurghi hanno potuto intervenire sul cuore senza operare alcuna apertura dello sterno. Con un'incisione di soli 3 centimetri in sede sottomammaria destra, sono stati inseriti nel corpo del paziente gli strumenti operatori montati su 2 bracci del robot. Con l'ausilio di un terzo braccio del robot è stato posizionato il retrattore che serve a esporre il cuore. All'estremità del quarto braccio era montata la telecamera che invia immagini 3D ad alta risoluzione, dall'interno del corpo del paziente, agli oculari delle due console del robot. È da qui che Musumeci e Patel comandavano gli strumenti operatori, mentre l'équipe seguiva tutte le fasi dell'intervento da un monitor 3D-HD comunicando con interfono.

Si prevede che il paziente possa tornare a casa tra 3-4 giorni. I tempi di recupero post-operatorio si riducono con il robot "da Vinci" a 2-3 settimane contro i due mesi necessari per lo stesso intervento eseguito con metodo tradizionale "a cielo aperto". La ricostruzione della valvola mitrale, anziché la sua sostituzione, permetterà invece al paziente di continuare a vivere senza assumere medicinali anticoagulanti e gli assicura tutti i vantaggi di recuperare la funzionalità dell'organo senza l'ausilio di valvole artificiali.