workingA L'Aquila sono state costruite due case antisismiche destinate agli studenti, ma le strutture, che non hanno riportato danni a causa del terremoto, sono inutilizzate a causa dei costi di gestione troppo elevati

Fonte: Studenti.it
di Barbara Leone

A L'Aquila esistono due case dello studente oltre a quella famosa che è crollata a causa del terremoto, provocando la morte di diversi ragazzi. Due strutture antisismiche che non sono state scalfite dal sisma. Due strutture che, però, non sono mai state utilizzate. E dopo la tragedia che ha colpito molti studenti fuorisede, che studiavano all'Università dell'Aquila, ci si chiede perchè gli edifici antisismici destinati agli studenti erano abbandonati. Le due strutture sono state fatte costruire dal Comune ed i lavori sono terminati rispettivamente nel 2002 e nel 2008 per una spesa di circa 2 milioni e mezzo di euro. Ma, nonostante siano state realizzate seguendo tutti i criteri antisismici, non sono mai state utilizzate.

Gli edifici sono stati costruiti utilizzando i fondi messi a disposizione dalla Regione. Ma una volta terminati, il Comune ha deciso di non gestirle, perché sarebbe stato un affare antieconomico a causa dei pochi posti disponibili. Infatti le due strutture potrebbero attualmente ospitare 75 studenti, mentre altri 35 posti devono ancora essere realizzati. Il Comune dal 2002, anno in cui è stata terminata la prima Casa dello Studente, sta cercando finanziamenti pubblici e/o privati, per gestire le strutture, che nel frattempo sono rimaste chiuse. E nel violento terremoto che ha colpito la zona, i due edifici non hanno riportato danni.

La struttura più "vecchia" si trova in zona Casale Marinangeli, nel quartiere Coppito, in un'area di circa 8.000 metri quadrati. Secondo il progetto iniziale, dovevano essere costruite due palazzine. La prima, di 3.000 metri quadrati, ha 35 posti letto, 20 camere, una sala mensa, una sala computer, una palestra e una sala biblioteca. Poi il progetto si è fermato. Il cantiere della seconda palazzina è fermo dal 2002, in quanto dalla Regione non sono arrivati i finanziamenti necessari per concludere il progetto ed il Comune non ha potuto utilizzare le proprie risorse per portare a termine i lavori. Carlo Carafaggi, funzionario del Comune per il settore lavori pubblici, ha così raccontato la situazione della struttura completata: "Nella palazzina ultimata di Casale Marinangeli, da sette anni manca solo l'arredamento. Ogni mese vado lì per assicurarmi che nessuno abbiamo rubato nulla. Dentro c'è già tutto: bagni, porte, servizi, tecnologie".

La struttura più recente si trova nella zona di Roio Piano, dispone di 800 metri quadrati coperti, 40 posti letto e stanze con angolo cottura. L'edificio è stato costruito sul terreno dove sorgeva una vecchia scuola elementare, alcune palazzine della quale sono state utilizzate per realizzare la nuova casa dello studente. La struttura è stata terminata e mai utilizzata. Carlo Caravaggi racconta: "Il problema è sempre lo stesso, non riusciamo a trovare chi possa gestire queste attività. E anche quando abbiamo individuato enti interessati a farlo, la trattativa si è arenata sulla vendita dell'immobile. In passato, abbiamo anche valutato l'ipotesi di trasformare gli edifici in uffici, ma la Regione ci ha diffidato perché le opere sono state realizzate con fondi vincolati al diritto alla studio". Per Luca D'Innocenzo, assessore comunale con delega alla Città universitaria e presidente uscente dell'Azienda per il Diritto alla Studio, "l'incidenza dei costi sul singolo posto letto era troppo alta". Per questo le due strutture non servono a nulla e risultano abbandonate. Ma hanno resistito al terremoto.