Times Higher Education richiama maggiori investimenti per gli atenei italianiLe università americane continuano a dominare il campo dell’istruzione superiore, con sette istituzioni a marchio Usa, nelle prime dieci e 75. tra le top 200

Fonte: Corriere dell'Università Job

L’ ultimo rapporto di Times Higher Education World University Rankings non presenta buone notizie per il mondo universitario italiano: nessuno ateneo nostrano rietnra nella graduatoria delle Top 200, anche se 14 università compiano subito dopo la duecentesima. Da evidenziare che molte università sono scese in modo rilevante rispetto alla loro contraparte europea. Tra le sorprese, Harvard perde il suo primato.

Grida di dolore si sollevano per la condizione delle università italiane. Phil Baty, direttore di Times Higher Education World University Ranking, afferma: “In nome delle sue più antiche e conosciute università, a livello internazionale, è un vero peccato che l’Italia non rientri nella classifica delle 200 top e dovrebbe costituire una vera preoccupazione per il governo italiano. Istituzioni storiche che non sono in grado di competere sul mercato globale per un arcaico sistema di risorse umane e un serio sotto investimento nelle infrastrutture. Per “arcaico” il direttore intende principalmente le modalità di reclutamento dei docenti.

Le università americane continuano a dominare il campo dell’istruzione superiore, con sette istituzioni a marchio Usa, nelle prime dieci e 75. tra le top 200.

Sorpresa assoluta, la posizione di uno dei più prestigiosi istituti al mondo, l’Università di Harvard, “saltata” al di sotto della prima posizione, per la prima volta negli otto anni di pubblicazione dei ranking universitari dei Times Higher Education. Scardinata dal molto più giovane, piccolo e specialistico “California Institute of Technology”. Inoltre, lo storico ateneo si è visto costretto a condividere la seconda posizione con un altro istituto californiano, la Stanford University,

Fuori dagli Stati Uniti, il Regno Unito, rientra nelle classifiche con 32 università, seguito da Paesi Bassi, Germania (dodici atenei), Canada (9 atenei) ed Australia (7 atenei). Nella lotta tra istituti britannici, Oxford è ufficialmente, l’università top, davanti a Cambridge, Imperial College. Si nota un gap consistente, sebbene siano tutte tra le prime 20 tra le istituzioni britanniche elitarie e il resto delle istituzioni leader.

La metodologia di quest’anno è ancora più raffinata così da assicurare per le università particolarmente forti inelle arti, scienze umanistiche e sociali una valutazione pari a quella scientifica, a cui, in passato potrebbe essere stato dato una spinta artificiale per attrarre più finanziamenti. Tale metodologia sofisticata ha reso il Times Higher Education Mondiale il sistema più rispettato e citato delle classifiche tra le università di tutto il mondo.

13 fattori chiave emersi dal rapporto

1. Il più alto livello di ranking universitario fuori dal Regno Unito e USA: ETH Zurich – Swiss Federal Institute of Technology, in 15esima posizione.

2. Il più alto ranking asiatico, l’Università di Tokyo, in 30esima posizione.

3. Paesi Bassi hanno ora 12 università, nella classifica top con l’Università di Utrecht al 68esimo posto

4. Israele è l’unico paese del Medio Oriente nella top 200 con l’ Hebrew University di Gerusalemme al 121esimo posto e Tel Aviv University al166esimo posto.

5. In Brasile, l’Università di São Paulo, assente l’anno scorso, compare al 178esimo posto.

6. La Svizzera, un paese con solo 8 milioni di persone, possiede tre università tra le prime 70, a testimonianza delle risorse investite nell’istruzione superiore

7. L’Italia non ha nessuna università nella top 200

8. Il Giappone ha cinque università in classifica, più di ogni altra nazione asiatica

9. La Cina appare in classifica con le sue università di élite (University of Hong Kong, Peking University, Tsinghua University, University of Science and Technology of China City University of Hong Kong), ma anche con atenei che hanno una dimensione più popolare

10. Taiwan ha perso tre università nella classifica. Ne è rimasta solo una.

11. La Francia ha università in più nella classifica delle top 200, rispetto all’anno scorso, ma la maggior parte di esse, hanno perso punti nella classifica

12. Tutte le università dell’Irlanda sono scese brutalmente nella classifica, come riflesso della diminuzione dei fondi e, al tempo stesso, la crescita del numero degli studenti.

13. Molte delle università americane pubbliche stanno scivolando verso basso a causa del taglio dei finanziamenti.

Parametro nuovo

Per la prima volta quest’anno, Times Higher Education ha inoltre esaminato il numero di università di un paese tra le primi 200, rispetto al suo PIL, così da valutare i meccanismi di progresso di un paese, anche per dimensioni e ricchezza. Si evidenzia anche quanto sia importante l’istruzione superiore è in ogni società. Da questo punto di vista, Hong Kong è la prima nazione, seguita dai Paesi Bassi, Regno Unito e Svizzera, con insieme alla Svezia, costituiscono i primi cinque. Gli Stati Uniti langue al 14esimo posto.

Commenti

Ann Mroz, editor di Times Higher Education, ha dichiarato: “con più di sette milioni previsti di giovani che studieranno fuori dal loro paese nei prossimi anni e con la cooperazione internazionale sulla ricerca ai primi posti delle agende governative, le classifiche universitarie acquistano sempre più importanza. L’istruzione superiore è essenziale per il successo delle economie nazionali, ma quando si tratta di università, ma quando si tratta di università, il vecchio ordine non può più dormire sugli allori. I poteri di una nuova istruzione superiore stanno emergendo, le gerarchie tradizionali affrontano nuove sfide, la competizione globale per il talento si sta surriscaldando e queste tavole aiutano a supportarci in questo rapido cambiamento.”

Phil Baty, direttore del Times Higher Education World University Rankings ha dichiarato: “Il livello di globalizzazione attuale dell’istruzione superiore non è mai stato così alto e queste classifiche sono diventate uno strumento essenziale- non solo per il variegate ventaglio di scelte che si trovano ad affrontare i giovani- ma anche per I docenti, ricercatori e perfino per I poliitici che inseriscono la realizzazione di un’università efficente nella loro agenda politica. Dobbiamo fare uno sforzo enorme per rendere la classifica comprensibile ed equilibrata, che assicuri un attento e calibrato sguardo all’ampio raggio delle attività di ogni università così come riconsocere le caratteristiche uniche e strutture che ogni università, prendiamo in esame.

I seguenti dati si basano sulla pubblicazione delle tavole di Times Higher Education World University Rankings 2011-12” in base ai dati forntiti dalla Thomson Reuters.