Gruppo di ricerca italiano. Le fibre ottiche 'ascoltano' il marePermettono di riconoscere imbarcazioni e banchi di pesce

Fonte: ANSA

Per la prima volta le fibre ottiche hanno permesso di 'ascoltare' il mare, grazie ad uno strumento messo a punto in Italia e sperimentato nel golfo di Napoli. Il primo 'orecchio' a fibre ottiche funziona come un sonar e permette di rivelare la presenza di imbarcazioni, cosi' come di anche banchi di pesce e perfino di esplosivi. Realizzato con le stesse fibre ottiche utilizzate per le connessioni Internet, lo strumento si deve a un gruppo ricerca coordinato da Antonello Cutolo e Andrea Cusano, che insegnano Elettronica nell'universita' del Sannio.

Premiato come come migliore lavoro dell'anno durante il congresso mondiale sui sensori in fibra ottica tenutosi in Canada, il dispositivo apre le porte a molte applicazioni, come telecamere acustiche subacquee e sonar di nuova generazione.
Lo strumento ha permesso, per la prima volta, di rivelare le onde acustiche in mare utilizzando una semplice fibra ottica, ''opportunamente modificata - ha spiegato Cutolo - e integrata con un materiale plastico''. Il sonar alle fibre ottiche rivela la presenza di imbarcazioni in avvicinamento o in allontanamento ma anche di esplosivi, sottomarini, siluri, banchi di pesce. Funziona catturando il segnale acustico e trasformandolo in segnale ottico; quindi, con un fotodiodo, il segnale ottico viene trasformato in segnale elettrico e trasmesso a un computer. Grazie alle fibre ottiche il nuovo dispositivo e' anche molto piu' leggero rispetto alle apparecchiature attualmente utilizzare nelle ricerche sottomarine: ''attualmente - ha osservato Cutolo - molte indagini geofisiche in mare avvengono per mezzo della spettroscopia acustica, utilizzando cavi con sensori del peso di circa sei chilogrammi al metro. La tecnologia sviluppata si avvale invece di sottilissimi fili del peso di alcune decine di grammi al metro''.

La ricerca è stata condotao nell'ambito di un progetto finanziato dal ministero per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, in collaborazione con l'Istituto Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Iamc-Cnr) e l'Alenia Whitehead Sistemi Subacquei (gruppo Finmeccanica). Vi lavorano Marco Consales, Marco Pisco, Massimo Moccia (universita' del Sannio), Agostino Iadicicco e Antonio Giordano (universita' Parthenope), Salvatore Passaro dell'Iamc-Cnr, Armando Laudati della spin off di universita' del Sannio e Cnr, Optosmart.