Fuori la geofisica dalle università. E i ricercatori protestanoNon è possibile che un paese come l’Italia, ad alto rischio sismico e vulcanologico, estrometta di fatto dall’università la ricerca sismica e vulcanologica

Fonte: l'Unità
di Pietro Greco

Fuori la geofisica dalle università. Lo sancisce, di fatto, una serie di decisioni sul finanziamento della ricerca scientifica accademica, l’ultima delle quali è relativa al PRIN (piano di ricerca di interessa nazionale) per l’anno 2009 pubblicato qualche settimana fa dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (MIUR). Tutti i progetti relativi alla geofisica sono stati esclusi dal finanziamento. E molti geofisici italiani protestano, lanciando un pubblico appello al ministro e all’opinione pubblica (per chi volesse saperne di più può leggere l’articolo di Aldo Zollo, geofisico dell’Università di Napoli, all’indirizzo internet http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/geofisica-esclusa-dal-finanziamento-appello).

I motivi della protesta sono tre. La geofisica si occupa della struttura della Terra e della sua dinamica. Si occupa, dunque, anche di terremoti e vulcani. Non è possibile che un paese come l’Italia, ad alto rischio sismico e vulcanologico, estrometta di fatto dall’università la ricerca sismica e vulcanologica.
Certo, ci sono Enti pubblici di ricerca che si occupano di questi temi: come l’Invg (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) o l’Inoges (Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale. Ma, sostengono i geofisici firmatari dell’appello, se c’è una volontà politica di spostare tutta la ricerca in questi Enti pubblici, occorre che questa volontà si manifesti in maniera trasparente. E sia oggetto di una pubblica discussione sui vantaggi e gli svantaggi.

Si potrebbe dire che non c’è alcuna volontà politica. Ma l’esclusione dai finanziamenti è frutto della sola valutazione di merito. Ebbene, sostengono i firmatari dell’appello, questo argomento non regge. Per tre motivi. Perché, stranamente, l’unico settore disciplinare escluso è la geofisica. I geofisici delle università italiani hanno un’elevata ranking nelle classifiche di merito internazionale. I progetti presentati e non finanziati hanno avuto spesso un’ottima valutazione, molto superiore alla soglia minima per l’ammissione ai finanziamenti.

In definitiva, occorre che a questo appello sia fornita una risposta pubblica e trasparente. Sia per l’importanza che hanno gli studi di geofisica, soprattutto nel nostro paese. Sia perché il ministero dichiara di volersi orientare sempre più verso una politica di finanziamento della ricerca fondata sul merito.
Ora, c’è una sola cosa peggiore dell’antico modello di distribuzione di fondi per la ricerca non fondata sul merito: una distribuzione non trasparente di fondi per la ricerca fondata sul merito.