E' morta sola Amy Winehouse, tutto e il contrario di tuttoIl mondo ha perso una voce bellissima e intensa. Oggi tutti piangono Amy Winehouse

Fonte: Il Messaggero
di Germana Consalvi

Diverso trattamento le era stato riservato poco più di un mese fa sul palcoscenico di Belgrado quando non fu in grado di cantare e neanche di reggersi in piedi, quando sembrò più un pugile suonato sul punto di andare al tappeto che una star della musica, al punto che fu necessario cancellare il suo tour internazionale. Pochi crucci, molti fischi e anche sprezzanti risate a mo’ di zimbello davanti a uno spettacolo doloroso che in tutta evidenza non era all’altezza del suo grande talento.

Ora che lei non c’è più sono tanti, dalla famiglia a ex amori ad addetti ai lavori dello show business, a parlare di lei, a spiegare cosa pensava lei, a vivere con nostalgia struggente e insopportabile questa assenza, a dire che «è morta felice», come afferma il padre Mitch, che «guardava al futuro, non alla morte», come sostiene l’ultimo fidanzato. Tutto e il contrario di tutto su una giovane artista la cui breve vita è stata un manifesto di drammatico bisogno d’aiuto. E Amy Winehouse era sola anche quando è morta, ad appena 27 anni.

Numero che, a sua volta, ha scatenato altri fiumi di parole su analogie e assonanze con altre morti precoci nel mondo pop-rock. Tutto il mondo è pieno di anime perse, di persone fragili, sole e ignorate come gli Sos che volontariamente o meno lanciano anche attraverso comportamenti «scomposti». Capita anche a chi è famoso e ha un talento straordinario. Successo e denaro spesso si trasformano in compensazioni-trappola rispetto all’enorme peso quotidiano della propria insicurezza e della propria infelicità, come sembra la parabola della Winehouse, che tanti soldi li ha spesi anche per comprarsi la droga, e di altri artisti che arrancano nel segno della drammatica precarietà personale. La droga uccide. Ma anche l’indifferenza può trasformarsi in un'arma puntata contro un’esistenza fragile, vissuta come un impossibile dovere e non come un diritto.