Il Consiglio Universitario Nazionale e il nuovo sistema di reclutamento dei docentiIl CUN ritiene urgente che la riforma del sistema universitario sia attuata. Recente l’analisi dei punti nodali, ancora da sciogliere, della riforma durante le audizioni  del CUN alle Commissioni Cultura dei due rami del Parlamento

Fonte: Corriere dell'Università Job

La legge di riforma del sistema universitario è entrata in vigore il 29 gennaio 2011. Da stabilire in merito ai concorsi: la definizione dei commissari che valuteranno la ‘qualità’ delle commissioni, la costituzione delle commissioni stesse, l’anagrafe nazionale dei professori, la definizione dei settori concorsuali e i criteri per valutare i candidati. E’ dal 2008 che sono bloccati i concorsi per l’immissione in ruolo della docenza e gli avanzamenti della carriera.

Il CUN ritiene urgente che la riforma del sistema universitario sia attuata. Recente l’analisi dei punti nodali, ancora da sciogliere, della riforma durante le audizioni del CUN alle Commissioni Cultura dei due rami del Parlamento.

Le audizioni informali alle Commissioni Cultura di Camera e Senato, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica sul regolamento per il conferimento dell’Abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari (atto n. 372).

Si riassumono alcuni dei punti sui quali si è soffermato nel suo intervento il Presidente del CUN, Prof. Andrea Lenzi, dedicato ad affrontare le questioni ancora irrisolte della riforma universitaria per richiamare l’attenzione delle sedi istituzionali ad elaborare i decreti mancanti.

Abilitazione scientifica nazionale dei docenti. Il punto “sensibile”: la selezione dei Commissari
Il reclutamento dei docenti universitari di prima e di seconda fascia a livello nazionale è una parte della legge 240/2010 di estrema rilevanza per il sistema universitario.

La costituzione delle Commissioni nazionali di durata biennale, alle quali compete l’attribuzione, per ciascun settore concorsuale, dell’abilitazione scientifica nazionale diventa oggetto di un procedimento atto a conferire una sorta “di abilitazione” all’esercizio delle funzioni di commissario.

L’individuazione dei 4 commissari, professori ordinari di università italiane, benché rimessa ad operazioni di sorteggio, è infatti affidata ad una ‘selezione preliminare’ incentrata sulla valutazione del profilo scientifico e dell’attività di ricerca dei docenti che presentino domanda per potere essere inclusi nelle liste dei sorteggiabili.

Lo schema di regolamento non indica ‘chi’ sia chiamato a effettuare la selezione dei Commissari. Certo, ogni decisione e valutazione, in proposito, si sposta “all’esterno” delle comunità scientifiche. A questo proposito, rileva Andrea Lenzi, “ il CUN, nella sua composizione ristretta ai soli ordinari, si propone fra i soggetti adeguati a contribuire a effettuare tale valutazione, in quanto organo elettivo, rappresentativo delle comunità corrispondenti alle 14 aree disciplinari”.

Inoltre, i componenti del Cun già ora, per legge, non possono far parte di commissioni per concorsi o per abilitazione. Soprattutto, non dispongono di altre attribuzioni che possano contrapporsi alle valutazioni che sarebbero chiamati ad esprimere”.

Per quanto riguarda la proposta di utilizzare la neo-istituita Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema universitario e della Ricerca (ANVUR), si evidenzia che non può considerarsi la ‘sola risposta’ a tutte le necessità del sistema universitario.

“All’ANVUR già spetta l’importante compito di giudicare tutta la produzione scientifica delle aree disciplinari ed una valutazione ex post dell’operato delle commissioni,” sottolinea il prof. Lenzi. “Il CUN potrebbe, anche insieme all’ANVUR, selezionare i professori, evitando la riconduzione in capo ad un solo soggetto anche la scelta dei commissari da sottoporre al sorteggio”.

L’Anagrafe nazionale dei professori e dei ricercatori: un dato procedurale
Molti problemi, ancora aperti, si riconducono alla mancata attivazione dell’Anagrafe dei docenti e dei ricercatori, concepita tra l’altro come contenitore dell’elenco delle pubblicazioni da essi prodotte.

Si ricorda che la legge 1/2009 prescriveva che, con decreto ministeriale, fosse istituita la predetta Anagrafe. Si è tutt’ora privi del provvedimento che consente l’attivazione di questo prezioso strumento, essenziale per la valutazione individuale e di gruppo dell’attività scientifica.

Il CUN sollecita, nuovamente, l’adozione dei provvedimenti necessari per rendere operativa l’Anagrafe, la quale procurerebbe il primo presupposto perché la procedura per le abilitazioni scientifiche nazionali possa svolgersi, nel rispetto delle esigenze degli organi preposti alla valutazione.

Precisa Andrea Lenzi: “Si sollecita con urgenza e nuovamente l’avvio dell’Anagrafe dei professori, che permetterebbe la consultazione degli estremi identificativi di tutte le pubblicazioni dei candidati. In questo modo si potrebbero superare almeno in parte i problemi connessi all’accessibilità ed alla diffusione delle informazioni”.