Tecnologie per la musica, quando il digitale incontra l'analogico“X Workshop Tecnologie per la musica” su audio digitale e musica elettronica

Fonte: Il Messaggero
di Federico Rocchi

Nella sede universitaria di San Pietro in Vincoli e nel Conservatorio S.Cecilia, il 22 giugno, si è svolto il “X Workshop Tecnologie per la musica” su audio digitale e musica elettronica, grazie alla sinergia fra dipartimento DIET della facoltà di Ingegneria dell’Università Sapienza di Roma, AES Audio Engineering Society, Conservatorio Santa Cecilia ed importanti sponsor tecnici come Korg.

L’aspetto più sorprendente di un appuntamento che nel comune immaginario poteva sembrare un incontro fra supertecnici su argomenti freddi e molto complicati è stato l’approccio radicalmente multidisciplinare che il prof. Aurelio Uncini, insieme al prof. Giorgio Nottoli del Conservatorio, hanno impresso alla manifestazione. Audio digitale nel senso più comprendente e musica (anche) elettronica, ovvero prodotta con strumenti “ibridi”, sono stati legati da un filo rosso fatto di interessanti interventi.

Uno degli interventi della mattinata in aula Chiostro ha riguardato una sorprendente applicazione delle moderne tecnologie di elaborazione dati digitali, lo speciale microfono “3D Virtual Microphone System”. E’ il frutto della collaborazione fra il prof. Angelo Farina dell’Università di Parma e Leonardo Scopece di Rai Centro Ricerche e Innovazione Tecnologica. Una piccola sfera incorpora un certo numero di capsule microfoniche le quali alimentano un software che riesce a sintetizzare sette microfoni “virtuali”, come se al posto dell’unica piccola sfera ci fossero sette microfoni distinti e, qui viene il bello, ognuno puntato verso un preciso punto dello spazio. In termini più pratici si potrà, nelle riprese di uno spettacolo teatrale ad esempio, avere un solo 3D VMS al centro della sala e “puntarlo” virtualmente verso ognuno dei sette attori sulla scena, il tutto senza muovere nulla se non il puntatore sullo schermo del tecnico che effettua la ripresa e, ovviamente, sono già al lavoro per automatizzare anche le operazioni di puntamento.

Il salto che l’incontro ha proposto subito dopo è stato drastico: dopo tecnologia e tecnica si passa al lavoro. L’intervento di Alessandro Travaglini di Fox International Channel Italy, intitolato “Sound Design nella comunicazione audiovisiva”, ha illustrato il “mestiere” del sound-designer, la figura professionale che realizza i contenuti audio di qualsiasi produzione. E’ probabilmente un lavoro che sconta la tradizionale poca attenzione dedicata all’audio: tutti riconoscono al regista (del video) un importante ruolo anche artistico ma quasi nessuno conosce il nome di colui che ha affiancato il sonoro alle immagini.

Travaglini ha illustrato come il commento audio sia importante ai fini del riconoscimento degli spot televisivi e di come sia necessario un team di persone che lavorano in parallelo per riprodurre (o produrre dal nulla) sia il piano degli effetti veri e propri come i rumori, sia quello della trama musicale. Un lavoro che senza la straordinaria versatilità del mondo digitale sarebbe, com’è stato in passato, molto diverso e più limitato.

Nonostante l’innovazione digitale fosse la piattaforma dialettica dell’incontro c’è stato spazio anche per un’incredibile presentazione del mondo musicale apparentemente solo analogico. Claudio Pinchi, erede della famiglia costruttrice di organi, ha illustrato le difficoltà nella costruzione e manutenzione degli organi a canne, le più complesse macchine da musica di ieri ma fondamentali ancora oggi. Esse sono naturalmente analogiche, ovvero meccaniche, ma per la loro costruzione, messa a punto e manutenzione sono diventati fondamentali gli strumenti digitali come computer e analizzatori di spettro. La famiglia Pinchi ha firmato una recente, importante realizzazione: l’organo a canne della chiesa di S. Giovanni Rotondo. Due anni di lavoro per quindici persone, oltre cinquemila canne in stagno, accordate una ad una dopo il montaggio definitivo. E tenendo conto della temperatura che, settimana dopo settimana, naturalmente cambia...

Esiste però anche la necessità e per fortuna la possibilità di riprodurre musica ad alta qualità in casa nostra, come ha dimostrato l’intervento di Giovanni Stochino di super Linear, dedicato agli amplificatori di potenza a bassissima distorsione. L’Italia e soprattutto Roma, sede storica delle più importanti riviste del settore, hanno ancora molto da dire nell’ambito dell’altissima fedeltà, un settore di eccellenza che molti giovani hanno oramai (purtroppo) dimenticato a favore di microscopici altoparlanti integrati nei telefonini, un settore che dovrebbe essere culturalmente affiancato ad altre eccellenze, come la produzione di buon vino, che fanno il succo della vita.

L’ultimo balzo, anche fisico presso la sede del Conservatorio S. Cecilia, ha portato all’epilogo artistico-performativo, un’anticipazione della 4a Edizione di EMUfest 2011 “Festival Internazionale di Musica Elettroacustica del Conservatorio S.Cecilia” che si terrà dal 9 al 16 Ottobre 2011. Nel foyer abbiamo apprezzato “Variazioni cronotopico-musicali” da “Il nuovo mondo” (processo di sintesi sonora di Giovanni Costantini, scultura di Octavio Floreal, processo video di Massimiliano Todisco in collaborazione con il Master in “Tecnologie e arti del suono” dell'Università di Roma “Tor Vergata”) e “Time variant” (Simone Pappalardo), due installazioni concettuali e multisensoriali che hanno unito scultura in movimento, video e audio.

Nella sala Accademia si è svolto, infine, il concerto con musiche rinascimentali e barocche interpretate con strumenti d'epoca e musiche contemporanee per viola e viola elettrica con live electronics, curato dal dipartimento di Musica antica e dal dipartimento di Nuove tecnologie e linguaggi musicali del Conservatorio. Ha colpito, in particolare, l’ultima espressione musicale “ibrida”, in cui uno strumento come la viola, nella versione acustica ed elettrica, ha saputo fondersi con l’elaborazione multicanale del segnale, curata da Giorgio Nottoli e Federico Scalas ma sempre comandata in tempo reale dal violista Luca Sanzò, il quale ha suonato dal centro della sala “corde virtuali” a riempire l’intero spazio.