L’Università degli Studi della Tuscia dice addio alle FacoltàSaranno inglobate nei sette dipartimenti di ateneo. Aumentano i servizi online

Fonte: Viterbonews24.it
di Silvia Cannucciari

Scompaiono le Facoltà dall’Università degli Studi della Tuscia. L’ateneo viterbese, infatti, ha anticipato la riforma statutaria prevista dal ministero dell’Istruzione, spostando le competenza di ogni singola facoltà ai sette dipartimenti presenti a Viterbo. Questa grande “rivoluzione” (l’Unitus è la prima università d’Italia ad applicarla) comporterà il collocamento dei corsi di laurea all’interno di ciascun dipartimento, che sarà contraddistinto dall’omogeneità dei progetti di ricerca e delle materie trattate.

“I corsi di laurea rimarranno gli stessi – ha spiegato il rettore Marco Mancini -, ma non saranno più svolti all’interno di ciascuna facoltà ma nei dipartimenti universitari. Questo permetterà alla didattica e alla ricerca di camminare di pari passo, offrendo maggiori servizi agli studenti. Inoltre ci sarà una forte riduzione dei costi ed il ricollocamento del personale. Non ci saranno più, infatti, sia le presidenze che le segreterie, con l’organico che verrà ridistribuito in nuovi uffici per l’amministrazione”.

“I presidi di facoltà rimarranno in funzione fino al 31 ottobre – ha aggiunto Mancini -, mentre già dal 18 giugno (data in cui la riforma anticipata è entrata in vigore), non fanno più parte del senato accademico e per loro verranno meno i gettoni di presenza e le indennità. Le Facoltà, poi, dal giorno in cui il nuovo dettato statutario è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, di fatto sono rimaste prive di ogni potere, come ad esempio la nomina degli organici, mentre continueranno a gestire solamente le pratiche degli anni passati”.

Come detto saranno sette i dipartimenti collocati in tutta la città, quattro di carattere umanistico e tre tecnico – scientifici: Dipartimento di istituzioni linguistico-letterarie, comunicazionali e storico-giuridiche dell’Europa (DISTU); Dipartimento di scienze umanistiche, della comunicazione e del turismo (DISUCOM); Dipartimento di economia e impresa (DEIM); Dipartimento di Scienze ecologiche e biologiche (DEB); Dipartimento per la innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (DIBAF); Dipartimento di Scienze e Tecnologie per l’Agricoltura, le foreste, la natura e l’energia (DAFNE).

Altra grande novità sarà l’informatizzazione dell’ateneo, con numerosi servizi offerti on line: immatricolazione (anche se sarà possibile essere affiancati dal personale grazie ad uno spazio riservato presso il Rettorato), iscrizione agli anni successivi, compilazione del piano di studi, prenotazione agli esami, modulistica, situazione dei pagamenti delle tasse universitarie, situazione degli esami sostenuti, stampa dei bollettini MAV, verifica test di accesso, libretti elettronici delle attività svolte dai docenti, possibilità di poter scaricare materiali, dispense e registrazioni.

“Mi preme sottolineare quanto questo ateneo in appena due anni sia stato in grado di far fronte ad ogni richiesta arrivata dal Ministero – ha proseguito il rettore -, confermandosi ai vertici del sistema nazionale. L’Unitus è stata capace di autoriformarsi in maniera profonda, basti pensare alla riduzione del senato accademico, al consiglio d’amministrazione formato solo da 6/7 persone, dal nucleo di valutazione costituito da membri esterni ed alla riduzione degli iniziali 19 dipartimenti. L’ateneo, quindi, si è dimostrato in grado di accettare qualsiasi sfida - ha concluso Mancini – nell’ottica del rinnovamento per evitare di soccombere”.

In questo passaggio gli studenti, soprattutto i nuovi universitari, saranno accompagnati dal personale universitario, per questo motivo dal rettore è arrivato forte l’invito a partecipare alla “Settimana della matricola”, che si terrà dal 7 al 14 settembre e che culminerà il 15 settembre con la visita guidata all’ateneo: lo scorso anno sono stati circa 700 i ragazzi che ne hanno preso parte.