La tv cambia, le antenne no: ecco come è possibile disboscare i tetti delle cittàLa televisione digitale terrestre sta diventando una realtà per tutta l’Italia, poche zone rimangono parzialmente analogiche ed i telespettatori si sono velocemente abituati ad una qualità video ed audio in precedenza impossibili da ottenere

Fonte: Il Messaggero
di Federico Rocchi

Contemporaneamente i nostri televisori sono molto cambiati, più sottili e più grandi ed insieme a loro è aumentata la diffusione della televisione a pagamento. Insomma, sembra proprio che l’intero “ecosistema TV” sia mutato ma basta alzare lo sguardo al cielo - non per imprecare ma per guardare i tetti delle nostre case - un solo elemento è rimasto tale e quale quello che era nell’era analogica: le antenne sono sempre le stesse, anzi forse addirittura più grandi, più appariscenti e sempre deturpanti il panorama delle città italiane.

Nonostante il livello del segnale non sia più elemento drasticamente importante per una perfetta visione TV, antennisti ed appassionati continuano ad installare apparati di antenna studiati essenzialmente proprio per questo, a volte addirittura amplificandolo pur con il trasmettitore a portata ottica. Insomma, nonostante la svolta digitale si continuano ad installare antenne con mentalità analogica, che rimangono a disturbare l’estetica dello skyline urbano e spesso anche il portafoglio.

Pur non esistendo antenne geneticamente “digitali” adatte alla sola ricezione “digitale” appare possibile, perlomeno in linea teorica, seguire un diverso criterio di progettazione ed avere un’antenna massimamente piccola e con guadagno minimo ma sufficiente, in grado di garantire comunque una visione perfetta. Un’antenna piccola, non di tipo “Yagi” o “a pannello” o “logaritimica” (i tre tipi di antenna essenzialmente usati nel nostro paese) sarebbe in grado di cambiare radicalmente il panorama sparendo completamente alla vista ed eliminando il ricorso ad antenne centralizzate sempre problematiche da gestire e neanche tanto economiche. Lasciare l’antenna vecchia per la nuova, però, può essere difficile perché molti esperti o presunti tali sconsigliano avventure economiche e innovative. Per risolvere ogni dubbio abbiamo pensato di passare dalla teoria alla pratica provando sul campo, anzi proprio sul tetto, diversi tipi di antenna in un test abbastanza controllato pur non utilizzando analizzatori di spettro digitali o strumentazione dedicata.

Abbiamo installato sul tetto di un condominio della zona est della Capitale tre diversi tipi di antenna e successivamente controllato il livello del segnale ricevuto per tutte le frequenze VHF e UHF attraverso un ricevitore DVB-T di tipo USB dal costo di poche decine di euro. Per ogni diverso tipo di antenna abbiamo eseguito una serie di misure allo scopo di minimizzare gli errori ed infine tracciato un grafico che rende visivamente evidente il confronto nella ricezione con diverse antenne, come spieghiamo negli approfondimenti. I risultati sono stati sorprendenti e portano ad una consolante conclusione: in moltissime situazioni di ricezione, soprattutto quelle in cui il trasmettitore è a portata ottica da parte dell’antenna ricevente, la scelta di una diversa antenna rispetto allo standard non è proibitiva, fino ad arrivare a quei casi in cui un’antenna omnidirezionale come un piccolo”stilo” è preferibile rispetto ad una sola antenna tradizionale che offre guadagno superiore ma soltanto in una direzione.

Pur non rientrando nella nostra prova, tra i prodotti commerciali facili da reperire in questo momento nei negozi segnaliamo le antenne a forma di piccolo pannello, all’incirca grandi come una custodia di disco DVD, installabili anche all’esterno con tre viti. Sono economiche, costano al massimo una trentina di euro, resistenti ai raggi UV a cui sono continuamente esposte e ad alto guadagno perché amplificate per natura. Non sono omnidirezionali ma come abbiamo visto negli approfondimenti ci sono situazioni, soprattutto in città, in cui la direzionalità dell’antenna non è elemento indispensabile per il buon risultato finale. Sono però talmente piccole da poter essere installate a ridosso di un muro e quindi sparire completamente alla vista, ancor di più verniciandole con un colore compatibile con lo sfondo. La necessità di mettere mano al proprio impianto di antenna, spesso scambiata per una complicazione non richiesta imposta da chissà quale autorità, può quindi trasformarsi in un’occasione per semplificarsi la vita e per migliorare lo stato dell’ambiente in cui si vive, con ridottissimi costi.