terremotoLe facoltà umanistiche dell'ateneo dell'Aquila distrutte dal sisma perso anche il database con i curricula dei 27mila studenti

Fonte: la Repubblica
di Giuseppe Caporale

Il database dell'Università degli studi dell'Aquila è sotto le macerie. E forse, è andato distrutto. Lì dentro sono contenuti tutti i dati dei ventisettemila e cinquecento studenti dell'ateneo: le loro iscrizioni, le loro carriere. Tutto. Tutto sotto mattoni e detriti. Il terremoto ha travolto anche gli uffici amministrativi dell'Università che si trovano nel centro storico. L'unica speranza è un backup. Un sistema di sicurezza che dovrebbe aver salvato (al momento del disastro) i dati fondamentali. Ma anche questo file è lì, tra le macerie.

"Dovremo attendere che la protezione civile ci consenta l'accesso nella struttura per tentare di recuperare il backup" spiega Claudio Rossi, responsabile alla sicurezza dell'ateneo "ma siamo sereni. Proveremo ad accedere al sistema da un accesso remoto utilizzando i dati che abbiano nelle altre sedi. Non c'è da allarmarsi". Ma allarmato e molto preoccupato è invece il rettore, Fernando di Orio. Allarmato, perché non sa come sistemare cinquemila dei suoi studenti (del polo umanistico) che dal sisma di lunedì non hanno più una sede. Preoccupato perché c'è oltre al problema del database, c'è il serio rischio che non si riesca a concludere l'anno accademico.

E per questo lancia un appello. "L'Aquila è una città universitaria. Guai se perdesse questa sua fisionomia. Ho parlato con tanti ragazzi, e parecchi di loro si affrettavano a partire, scappavano dalla città. E' una reazione assolutamente comprensibile dopo quello che è accaduto, ma - dice di Orio - non vorrei che la fuga proseguisse anche oltre l'emergenza. L'università é il motore della città, se si ferma l'università si ferma la città".

Ma di Orio non nasconde i gravi problemi. "Le facoltà umanistiche che si trovano nel centro storico della città sono completamente inagibili - continua - sia il Rettorato, sia la direzione amministrativa sono ormai distrutti''. Il rettore, nel sisma ha perso anche la propria abitazione. Ma ora pensa solo a risolvere i problemi. "Le altre facoltà, ingegneria, medicina, scienze, quelle situate fuori dal centro storico, sono lesionate, moltissimo danneggiate ma stanno in piedi. Ho già preso appuntamento con i tecnici per le opportune verifiche". La metà degli studenti che frequentano l'università sono fuori sede. E dopo il dramma c'è anche il problema alloggi.

"Bisogna vedere ora come aiutare tutti questi ragazzi a completare l'anno accademico. I miei studenti devono laurearsi, sostenere gli esami". Intanto, sono già in corso trattative tra rettori per accogliere gli studenti dell'ateneo aquilano. Il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, oggi sarà all'Aquila anche per affrontare questo problema.