Indagine Eurostudent: 3 studenti su 4 vivono ancora coi genitoriNonostante la crisi economica influenzi le loro scelte, questi ragazzi si rivelano sempre più diligenti. Si applicano e fanno sacrifici, considerando l'università un ascensore sociale

Fonte: Leggo.it

Tre studenti universitari su quattro (73%) vivono ancora con i genitori. La metà è pendolare e il 39% oltre a studiare anche lavora. Più di 6 su 10 non ricevono aiuti economici per lo studio e, in generale, tra lezioni in aula e tempo trascorso sui libri, dedicano all'università una media di 41 ore a settimana, contro le 32 dei primi anni '90. Il 43% è anche convinto che il carico di studio previsto dal proprio corso di laurea sia sostenibile e il 61% è soddisfatto della preparazione teorica acquisita. È questo il profilo degli studenti universitari secondo l'indagine Eurostudent, presentata oggi a Roma dalla Fondazione Rui in collaborazione con il Ministero dell'Università e della Ricerca: nonostante la crisi economica influenzi le loro scelte, questi ragazzi si rivelano sempre più diligenti. Si applicano e fanno sacrifici, considerando l'università un ascensore sociale.

POCHI FUORI SEDE, PENDOLARISMO STRATEGIA DI SOPRAVVIVENZA: Solo il 24% degli studenti del campione (4.499 iscritti all'anno accademico 2008-2009) è fuori sede: il 17% vive in un appartamento condiviso e solo il 2,7% in un alloggio Dsu). Il 50,6% (due su tre di quelli che vivono ancora con mamma e papà) è pendolare. Questo fenomeno si spiega con la diffusione dell'offerta formativa sul territorio, l'ingresso nell' università post-riforma di nuove categorie di studenti adulti che non si possono spostare (il 7,5% degli studenti si è immatricolato a 25 anni o più; il 13% ha da 25 a 29 anni; il 6% di più30 anni) e l'aumento dei costi degli studi: nel 2009 chi non ha avuto aiuti economici ha pagato in media 1.160 euro di tasse.

4 STUDENTI SU 10 LAVORANO: La quota sale fino al 57,9% tra gli studenti in condizioni economiche disagiate e fino al 47,6% tra i residenti nel Nord-Est. A 20 anni gli studenti che lavorano sono il 22%, tra i 24-27 anni sono il 48% e dopo i 27 sono l'83%. Il lavoro saltuario è la forma prevalente fino ai 24 anni; il lavoro continuativo lo è dopo i 27 (68% dei casi). L'impegno settimanale medio degli studenti che lavorano è fra le 15 e le 20 ore. Si lavora per bisogno, per avere un'autonomia dalla famiglia e per cominciare a prendere contatti già prima della laurea.

NIENTE AIUTI ECONOMICI PER OLTRE 6 SU 10: Nel 2009 il 64,7% degli studenti non ha ricevuto alcun aiuto economico. Il 18,2% ha ottenuto un esonero parziale, il 6,3% l'esonero totale, il 7,1% una borsa di studio da enti di diritto allo studio, che erogano il 57,7% del totale degli aiuti. Seguono le università, con il 31,2%. Gli enti privati concorrono per il 5,8%. L'importo mediano delle borse di studio è pari a 1.600.

DOPO CALO, MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE IN CRESCITA: La mobilità internazionale è tornata ai livelli di dieci anni fa. Il calo dell'inizio degli anni 2000, dovuto al fatto che gli studenti rinunciavano a muoversi verso l'estero durante il triennio, è stato riassorbito grazie a un forte sviluppo della mobilità nei corsi di laurea magistrale. I paesi anglofoni sono in testa alle preferenze per l'esperienza all'estero (il 33% sceglie il Regno Unito, l'11% gli Usa, il 9% l'Irlanda), seguiti da Spagna (9%) e Germania (8%).