Università, tra le prime 200 del mondo 7 italiane: Bologna e Sapienza le miglioriLa classifica di Qs per le scienze umanistiche

Fonte: Il Messaggero
di Alessandra Migliozzi

In cima alla classifica ci sono le solite Harvard, Berkeley, Oxford e Cambridge, che mantengono inalterata la loro fama di università al top. Ma nel campo delle discipline umanistiche anche l’Italia non sfigura a livello internazionale, piazzando 7 atenei fra i primi 200 al mondo, con Bologna che fa la parte del leone e la Sapienza che le sta alle calcagna. Sono i risultati della classifica stilata da Qs, Quacquarelli Symonds, società che dal 2004 pubblica i ranking degli atenei migliori.

Per la prima volta Qs ha scandagliato le scienze umanistiche. Bologna è 42esima al mondo per le Lingue moderne (la prima è Harvard) e 48esima per la Storia (primeggia Harvard). La certificazione arriva dal mondo accademico e dalle imprese: Qs ha dato peso soprattutto al giudizio dei professori. Ne sono stati sentiti 15.000, ognuno poteva citare le università al top, fatta eccezione per la propria. In seconda battuta ha pesato il giudizio delle aziende: hanno segnalato le università che preparano i migliori. Infine si è tenuto conto della ricerca, ma solo per Storia, Geografia, Filosofia e Linguistica.

Nell’area della Filosofia l’ateneo al top in Italia è quello di Padova, fra i primi 150 al mondo. Fra i primi 200 c’è l’università Cattolica del Sacro Cuore. Per le Lingue Moderne dopo Bologna c’è la Sapienza di Roma, seguono Padova e Pisa a pari merito, poi c’è l’ateneo di Firenze. Per la Geografia Firenze e Bologna garantiscono la stessa qualità: sono fra i primi 150 atenei al mondo. La Sapienza è fra i primi 200. In Storia primeggia Bologna (48esima), segue la Sapienza (fra le prime 100 università), e Siena (fra le prime 150). Per la Linguistica si piazza solo Padova nelle prime 100 posizioni.

«Bologna conferma la propria reputazione», spiega Ben Sowter, responsabile della divisione ricerca di Qs che parla di un risultato di «tutto rispetto» per l’Italia. Ma «la tradizione culturale italiana risente della competizione con università di paesi dove la lingua è l’inglese. Inoltre, anche se le scienze umanistiche non producono molta ricerca, per molte altre discipline questa è un aspetto fondamentale dell’attività universitaria e in Italia non è sufficientemente finanziata sia a livello pubblico che privato».