Arabia Saudita. Apre a Riad l'università femminile più grande al mondoPer 52 mila studentesse in 8 facoltà. Dubbi del World Economic Forum su superamento differenze di genere

Fonte: Corriere della Sera
di Eva Perasso

C'è una notizia buona e una cattiva, nell'inaugurazione della prima e più grande al mondo università per sole donne in Arabia Saudita. La buona è che 52 mila ragazze stanno per iniziare un percorso di studi in un ateneo pubblico, dotato di quindici facoltà e focalizzato su scienza e medicina; la cattiva è che questa inaugurazione si inserisce ancora una volta nel contesto di segregazione femminile dello Stato arabico, dove lavorano solo il 15% delle donne, guadagnando molto meno degli uomini, e dove ogni scelta di vita – dall'uscire per strada all'aprire un conto in banca – è controllata direttamente dai maschi di casa, padri e fratelli.

ATENEO DA PRIMATO – Nel bene e nel male, dopo tre anni dall'annuncio, a metà maggio il re Abdullah ha tagliato il nastro davanti agli edifici che ospiteranno le facoltà, che prende il nome dalla principessa Nourah Bint Abdulrahman, zia dello stesso Abdullah. Le facoltà saranno otto per cominciare, ma il progetto ne prevede 17. Per ora verranno attivate quella di scienze e quella di informatica, economia e farmacia, scienze infermieristiche, fisioterapia, scienze dell'educazione, lingue e interpretariato. Otre alle facoltà, nei sobborghi della capitale arabica Riad sono stati costruiti un totale di 32 edifici che ospiteranno i laboratori scientifici e linguistici, i dormitori, le biblioteche, e anche un ospedale universitario da 700 posti dove potranno impratichirsi le studentesse che sceglieranno i corsi medici. Una vera cittadina con tanto di linea metropolitana interna che si snoda su un percorso di 10 chilometri e 14 fermate, gestita e costruita da una joint venture tutta italiana tra l'operatore milanese Atm e l'Ansaldo Sts.

SEGREGAZIONE FEMMINILE - Nell'esagerazione tipica dei progetti arabi, tutti contraddistinti da numeri da primati, resta però irrisolto il nodo più importante, quello della condizione in cui versano le ragazze che si iscriveranno a questa università pubblica. I dati del World Economic Forum relativi al 2010 sulla discriminazione di genere pongono l'Arabia Saudita in 129ma posizione su 134 Paesi in merito alla condizione femminile. Ancor peggio, l'Arabia è il solo Paese a totalizzare zero punti per l'accesso al voto delle donne, confermato dalla decisione dello scorso mese di marzo di perseverare nel negare loro il suffragio. Il sesso femminile non ha diritto a svolgere le normali e più banali attività, come guidare un'auto o uscire per una passeggiata senza la scorta maschile. Anche nel mondo del lavoro, cui ha accesso solo il 15 per cento delle donne, alcune professioni restano di sola competenza maschile e, nonostante l'apertura della nuova università, non è ancora chiaro se le nuove dottoresse potranno poi occupare ruoli chiave e lavorare per mettere in pratica quello che hanno studiato.