Tasse universitarie, autocertificazioni false: evade uno studente su 5I primi risultati dopo il lavoro di approfondimento della Finanza: trovate irregolarità nel 20 per cento delle richieste. Autocertificazioni con dati non reali sul reddito e sul patrimonio

Fonte: Bresciaoggi.it
di Wilma Petenzi

Uno studente universitario su cinque «evade» le tasse. È il risultato, sconcertante, a cui è arrivata la Guardia di Finanza effettuando una serie di controlli sulle dichiarazioni sostitutiva unica (Dsu), il modello presentato dagli studenti per ottenere agevolazioni fiscali, come l'esenzione o la riduzione del pagamento della tassa universitaria, borsa di studio, diritto alla mensa.
Dai controlli effettuati fino ad ora sulle richieste di agevolazione per l'anno accademico 2009/2010 e quindi sulla situazione reddituale che fa riferimento al 2008, la media delle irregolarità rilevate di aggira intorno al 20 per cento. La Finanza ha individuato irregolarità nelle richieste di agevolazione di uno studente su cinque.

LE IRREGOLARITÀ sono state segnalate all'Ateneo bresciano, gli studenti indicati dalla Finanza dovranno integrare il pagamento della parte della tassa che finora non è stata versata. Ma non è tutto. I casi individuati dalla Finanza sono anche stati segnalati alla Procura per la sottoscrizione di autocertificazione non veritiera e anche per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato per aver evaso delle tasse e per aver ricevuto erogazioni economiche pubbliche non dovute, perchè superavano le fasce di reddito previste per aver diritto a un aiuto (fino a 45mila euro).

Le verifiche della Guardia di Finanza di Brescia sono il frutto di una collaborazione avviata verso la fine dello scorso anno tra il comandante provinciale della Guardia di Finanza, generale Fabio Migliorati e il rettore dell'Università degli studi di Brescia, Sergio Pecorelli.

Migliorati e Pecorelli hanno concordato di sottoporre a controllo a campione le dichiarazioni sostitutiva unica (Dsu) presentata dagli studenti per ottenere agevolazioni fiscali. La Dsu è un documento molto importante in cui il cittadino si assume la responsabilità, anche penale, di quello che dichiara in merito al suo profilo fiscale e patrimoniale: è un'autocertificazione sul proprio stato patrimoniale. L'amministrazione universitaria ha il dovere di controllare successivamente il contenuto delle autocertificazioni che, però, sostituiscono completamente i certificati necessari.

IN VIRTÙ dell'accordo siglato l'Ateno bresciano ha trasmesso alla Finanza l'elenco con i codici fiscali delle persone che hanno presentato le Dsu, generalmente il capo famiglia dello studente, ma in alcuni casi anche lo studente stesso. L'elenco comprende quasi settemila persone, a fianco di ogni nominativo è indicato il codice fiscale e il reddito determinato sulla base dei dati forniti dall'interessato al Caf. Tra i settemila soggetti circa un centinaio ha denunciato un reddito pari a zero. Anche tra questi ultimi la Finanza ha trovato irregolarità: alcuni studenti si sono presentati come indigenti, mentre in realtà la famiglia è benestante.

Per determinare l'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, del nucleo familiare la dichiarazione sostitutiva unica deve essere presentata in Comune, o a un centro di assistenza fiscale (Caf) o all'Inps. Sul documento viene inserita la composizione della famiglia e i redditi, poi il modulo Isee viene consegnato all'Ateneo. Le eventuali agevolazioni fiscali vanno chieste in base al contenuto dell'Isee, ma se le dichiarazioni non sono vere il diritto alle agevolazioni decade.

La Finanza si è impegnata in questo servizio di controllo: il comandante provinciale ha costituito un apposito pool di militari che hanno riscontrato i dati contenuti nelle Dsu presentate per le agevolazioni fiscali con i dati delle banche che sono a disposizione della Finanza. Dall'incrocio dei dati sono emerse, come detto, un bel po' di irregolarità.