Con il progetto Mad in Italy i folli restano in Italia e sono creativiNasce il progetto Mad in Italy, la campagna di sensibilizzazione del gruppo di comunicazione Milc che invita gli imprenditori italiani a non mollare il cervello all’estero

Fonte: Corriere dell'Università Job
di Martina Gaudino

“Se mi lasci non vali”. Così si presenta il progetto Mad in Italy, la campagna di sensibilizzazione contro la brain drain del gruppo di comunicazione Milc che invita gli imprenditori italiani a non mollare il cervello all’estero ed anzi sviluppare sempre più idee e concept aziendali che possano far grande l’Italia.

Un progetto che coinvolge il mondo accademico grazie all’impegno dei mad che tengono lezioni nei maggiori atenei d’Italia. Antonio Paolo, strategic planner di Milc, ci ha spiegato: “Mad in Italy è un progetto figlio della campagna mettiamocilatesta.it iniziata nel 2009 con cui coinvolgemmo già molti imprenditori. Alla fine della campagna facendo un’analisi dei risultati pensammo di dover creare qualcosa di nuovo, di più ampio. Ed ecco Mad in Italy”.

E’ un modo tutto nuovo di promuovere il made in italy poiché non si parla più di qualità dei progetti ma di qualità delle idee ed è per questo che il gruppo ha pensato di coinvolgere il mondo universitario, gli imprenditori del futuro. “Abbiamo già tenuto degli incontri presso gli atenei di Siena, Padova, Bologna e Polimoda, le prossime tappe saranno Pisa, Milano e Roma La Sapienza. Gli studenti hanno accolto molto positivamente l’iniziava anche perché oltre a dare e accogliere idee e suggerimenti per restare “professionalmente in vita” nella nostra nazione, hanno la possibilità di leggere sul nostro sito web le mad storie di coloro che hanno raggiunto grandi successi” ha spiegato Paolo.

Qualcuno ha persino pensato di elaborare una tesi su questo tema ed è il caso di Mariella Merlino laureanda in “relazione pubbliche on line” presso l’ateneo di Udine che ha scelto l’idea del gruppo Milc come oggetto del suo elaborato. “Ero davvero a corto di idee per la mia tesi eppure volevo trovare un tema originale, utile, fuori dal comune – ci ha raccontato Mariella – navigando in rete ho trovato Mad in Italy e non ho esitato a contattare il gruppo”. La tesi, che sarà discussa il prossimo giugno, riguarda l’uso dei social network per la realizzazione di un marchio regionale, “credo molto in questo progetto ed essere la prima studentessa in assoluto a proporre una tesi in questo settore mi rende molto fiera. Il lavoro che il gruppo sta facendo negli atenei è fondamentale poiché apre tante porte ai giovani che spesso non conoscono le realtà aziendali del nostro paese” ha spiegato Mariella.

E non è finita qui poiché i giovani grazie al portale on line possono anche caricare il proprio “mad curriculum”: “Ci piaceva l’idea di inserire far inserire i cv però, per farlo in modo mad, abbiamo pensato di far presentare i ragazzi attraverso un video simpatico ed originale” ha spiegato Antonio Paolo. Anche la aziende hanno una possibilità simile nella sezione “aziende mad” dove tutte le imprese che ritengono di essere originali alla maniera del gruppo, possono inserire i propri dati e sostenere il progetto. Sono i folli che restano a fare grande l’Italia.