Università, studenti: focus su statuti Atenei, manifestazione il 12 marzo"La questione dell'università si è spostata attualmente dentro gli atenei, occorre continuare a mantenere vivo il dibattito anche fuori. Dobbiamo riprovare a mettere in piedi una mobilitazione che ponga al centro del dibattito il nostro futuro"

Fonte: Reuters Italia
di Sara Rossi

A due mesi dall'approvazione della contestata riforma dell'università, il movimento degli studenti, protagonista di aspre proteste contro il provvedimento, continua a lavorare all'interno degli Atenei per "evitare gli effetti negativi" della legge Gelmini e in vista della manifestazione di sabato prossimo a tutela della Costituzione e dell'istruzione pubblica.

Alla fine dello scorso anno la riforma dell'Università, che reca il nome del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, è diventata legge promettendo di combattere gli sprechi nei quasi cento atenei italiani, di rivedere i criteri di assunzione e di aprire alla meritocrazia. Nelle settimane che ne precedettero l'approvazione gli studenti hanno organizzato manifestazioni, sit-in e altre forme di protesta e a metà dicembre le agitazioni sono degenerate in scontri con le forze dell'ordine che hanno portato a una ventina di arresti.

Dopo l'approvazione di fine dicembre, "adesso la partita più importante è quella della riscrittura degli statuti degli Atenei che prevede l'adeguamento dello statuto delle singole università alle nuove disposizioni contenute nella legge Gelmini", ha spiegato Giorgio Paterna, coordinatore dell'Udu, l'Unione degli universitari, uno dei principali attori della protesta studentesca.

Questo processo -- ancora in fase di elaborazione, iniziato a fine gennaio e che durerà sei mesi -- ha visto per ora nei vari Atenei la creazione di commissioni composte da rappresentati del mondo accademico, nominati dai Senati universitari e dai cda, e da due rappresentanti degli studenti. L'Udu chiede in particolare che in tutti gli organismi universitari sia rispettata una rappresentanza studentesca non inferiore al 15% previsto dalla legge e che il cda sia eletto dalle varie componenti e abbia forti limitazioni per quanto riguarda l'ingresso di membri esterni e privati.

"La questione dell'università si è spostata attualmente dentro gli atenei, occorre continuare a mantenere vivo il dibattito anche fuori. Dobbiamo riprovare a mettere in piedi una mobilitazione che ponga al centro del dibattito il nostro futuro", ha aggiunto Paterna.

IN PIAZZA IL 12 MARZO

Anche in quest'ottica l'Udu aderisce alla manifestazione "A difesa della Costituzione" prevista per il 12 marzo in molte città italiane, in cui si scenderà in piazza anche contro le critiche all'istruzione pubblica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che il mese scorso ha detto che alcuni insegnanti della scuola di Stato vogliono inculcare principi contrari a quelli dei genitori.

"Le ultime dichiarazioni del presidente del Consiglio sulla scuola pubblica sono sconcertanti, siamo stanchi di sentire continuamente Berlusconi e i suoi ministri attaccare e distruggere la scuola e l'università tagliando tutti i finanziamenti, approvando riforme che ne destrutturano il carattere pubblico e avendo la faccia tosta di parlare di merito e qualità", dice in una nota Rete degli Studenti, un'altra associazione studentesca.

L'iniziativa di sabato prossimo, a cui hanno aderito diverse associazioni, movimenti ma anche partiti politici e sindacati, vedrà la manifestazione principale a Roma dove l'appuntamento è per le 12 a piazza della Repubblica e si concluderà a piazza del Popolo.

Commentando i dati di una ricerca diffusi nei giorni scorsi, che danno le immatricolazioni in sensibile calo nelle università statali, il coordinatore dell'Udu ha ravvisato i motivi principali da un alto nell'"abbassamento della spendibilità del titolo di studio e dall'altro nell'allungamento dei tempi laurea, conseguenza della riduzione del diritto allo studio a causa di pesanti tagli decisi recentemente dal governo".

Oltre alle assemblee di Ateneo, gli studenti hanno organizzato all'inizio del mese a Parma "la prima iniziativa nazionale sul tema della riforma del diritto allo studio", come si legge in una nota del movimento.

"Nella legge Gelmini è prevista anche la delega al governo per riordinare tutta la normativa di principio in materia di diritto allo studio e per ridefinire i livelli essenziali delle prestazioni", si legge nella nota. "Una riforma del diritto allo studio appare assolutamente necessaria ma ci sono diversi aspetti che ci preoccupano, innanzitutto l'uso della delega al governo per riformare una materia così importante ci sembra uno strumento poco partecipativo".