Steve Jobs presenta l'iPad2 e Apple torna in vantaggio di una generazioneIn una parola, oltre le caratteristiche materiali, è tutto più cool di prima

Fonte: Il Messaggero
di Federico Rocchi

Diciamoci la verità, vedere Steve Jobs sul palco vestito al solito modo ci fa piacere, ci conforta più dei suoi prodotti. Anche perché, pur essendo Apple l’azienda più personalizzata del mondo (vanta innumerevoli tentativi di imitazione ma non c’è Giovanni Rana che tenga) in fondo non è solo grazie a Steve Jobs se Apple riesce ad essere in vantaggio di una generazione rispetto alla concorrenza. Il segreto dell’azienda non è un segreto, lo stesso Steve lo confida alla fine della presentazione che si è tenuta ieri dell’iPad2. iPad2, come in generale tutti i dispositivi Apple, è il risultato di una fusione di elementi, hardware, software, design, marketing e un solo pizzico di genialità. Nella fusione di questi elementi, come insegna il pensiero olistico, si costituisce un insieme che è maggiore della somma delle parti.

E’ quindi poco significativo parlare di iPad2 citando solamente le sue caratteristiche costruttive come il ridotto spessore, portato dai 13,8 agli 8,8 millimetri, o il peso inferiore del 15 %. C’è un nuovo processore “A5” dual core (due processori all’interno di un unico involucro) ed un nuovo chipset grafico accreditato di una velocità nove molte maggiore rispetto a quella di iPad1. Tutto questo si traduce - anche grazie all’unione con il software messo a punto per l’occasione, ovvero sistema operativo iOS4 e “app” - in più reattività ai comandi, più fluidità nelle operazioni contemporanee pur mantenendo la stessa autonomia di dieci ore (e lo stesso prezzo) del modello precedente (che verrà riposizionato sul listino, dopo l’uscita del nuovo modello prevista per il 25 marzo, con una riduzione di prezzo pari a 100 euro). In una parola, oltre le caratteristiche materiali, è tutto più cool di prima.

Novità strutturali invece, per quanto riguarda l’audiovideo. Il nuovo iPad2 ha oggi due foto/video camere, come era naturale attendersi dopo il successo del software “FaceTime” con il quale si può comunicare con un'altra persona in audio e video, volendo anche usando una semplice connessione wi-fi quindi a costo zero. Naturalmente, però, la videocamera sul dorso può anche riprendere video a risoluzione elevata, l’apposito software di montaggio consente di creare un video coerente con le proprie idee e l’uscita HDMI, disponibile con un adattatore, permetterà di visualizzarlo sul primo televisore o monitor ad alta definizione da 1080 linee progressive a disposizione.

Il pizzico di genialità, oltre a tanta tecnica, è però legato a nostro avviso all’accessorio “Smart Cover”, sintesi sublime della filosofia Apple. Una semplice “cover” per lo schermo si traduce in una struttura pieghevole, magneticamente agganciata al tablet, che può assumere la forma di un prisma a base triangolare ovvero un supporto per tenere il tablet leggermente piegato, come serve per scriverci su, oppure praticamente verticale, come è utile per visualizzare un video sul luminoso schermo retroilluminato LED da 720 linee. Può essere rivestita anche da pregiata pelle italiana “all’anilina” ma, come nelle vecchie maglie “lana fuori e cotone sulla pelle”, la faccia che preme sullo schermo è sempre in microfibra, in questo modo ogni apertura e chiusura comporta una certa pulitura di unto e impronte. Una genialata, che però si pagherà qualche decina di euro.

Ci sono poi altri accessori, come la tastiera senza fili o lo slot per le carte MicroSD, anche se quest’ultimo è dedicato soltanto al modello superiore “Wi-Fi + 3G” (l’altro modello è soltanto dotato della connessione wi-fi). Inutile dire che il modello “Wi-Fi+3G” è decisamente più funzionale del più semplice “Wi-Fi only” incorporando anche un ricevitore GPS “assistito” che aggiunge, a tutte le altre, anche la possibilità di usare il “magico e rivoluzionario” dispositivo Apple come un super navigatore extralusso.

Concludendo, il nuovo tablet iPad2 non segna una rivoluzione rispetto al modello del 2010 (finalmente è anche bianco!) ma riporta Apple avanti alla concorrenza di una generazione, come da qualche tempo accade per tutti i suoi prodotti. Rubando le battute a Steve in persona, il tablet Apple voleva e vuole ancor di più caratterizzare l’era post-PC, dove il software si chiama “app”, il negozio è sempre a disposizione davanti ai tuoi occhi e tutto costa pochi euro e novantanove. In questo mondo i prodotti tecnologici si devono semplicemente usare da parte di tutti (naturalmente) con facilità, sebbene affidandosi completamente all’azienda produttrice di hardware e software, per trasformarsi in vettori di cultura e, soprattutto, intrattenimento.