Il rapper Caparezza: "Il mio rap sulla fuga da un'Italia immalinconita"Un brano che è la lucida, impietosa fotografia dell'Italia di oggi. Un Paese bloccato, involuto, in cui è chiarissimo il disinteresse di chi governa e amministra per il futuro dei giovani. Ergo, per il futuro del Paese stesso

Fonte: Tiscali Spettacoli

Un brutto loop, quello che provoca la fuga dei cervelli, di quel residuo di pazienza rimasto a chi ha un' età compresa tra i 25 e i 35 anni, lasciando allo Stivale, isole comprese, la sensazione di un generale, rabbioso immalinconimento. E' questo sentimento che Caparezza rappa nel suo singolo Goodbye Malinconia, condiviso beffardamente con Tony Hadley, voce degli Spandau Ballet e dunque evocatore di quell'edonismo plastificato degli anni Ottanta che è la sbornia da cui ci stiamo faticosamente svegliando. Il brano è contenuto nell'album Il sogno eretico, nei negozi dal 1 marzo. Ne abbiamo parlato con il rapper italiano.

Caparezza, Goodbye Malinconia è un micidiale ritratto dell'Italietta bloccata e vecchia di oggi. Si ride mentre lo si ascolta, ma si sta anche un po' male.
"Io scrivo di cose che sento profondamente, di cui sono convinto, il mio modo di comunicare attraverso la musica è sempre stato spietato ma anche molto ironico. Nel mio singolo, cantato assieme a Tony Hadley, non parlo solo della situazione di crisi che ciascuno di noi deve affrontare, ma allargo lo sguardo ad uno stato d'animo che è un po' in tutti, l'immalinconimento. Di fronte al quale una delle possibili soluzioni è quella di mollare tutto e cercare fortuna altrove".

Fa effetto ascoltare il ritornello "da qui se ne vanno tutti", anche perché le indagini sociologiche dicono che il 70% dei ragazzi italiani che emigrano sono laureati, spesso pluri-laureati, che non ne possono più della mancanza di prospettive offerta da questo Paese.
"Forse, presi dalle cronache recenti fatte di scandaletti sessuali, ci siamo dimenticati che per laurearsi e investire sulla propria professionalità e cultura c'è un sacco di gente che ha fatto sacrifici per anni. La percezione della totale mancanza di meritocrazia nel nostro Paese è fortissima, per questo in tanti se ne vanno. Da poco sono stato a Londra e molti italiani erano stupiti dall'avere avuto l'opportunità di essere messi in regola e poter lavorare come componenti di quella società. Stupiti, capite? Come restano sbalorditi molti italiani che vanno a fare turismo nei Paesi scandinavi. Posti un po' costosi, ma dove è evidente che il denaro pubblico è ben gestito e la corruzione è qualcosa di cui vergognarsi, non da commentare con un sorrisetto furbesco e complice".

L'hip hop è ormai entrato a far parte della cultura italiana, come se fosse una nuova forma di cantautorato. E' d'accordo?
"Certamente, nonostante gli atteggiamenti snob di tanti critici quando la scena rap italiana è uscita dalle cantine e dai centri sociali, l'hip hop è una realtà. Racconta l'Italia di oggi meglio di tanti cantautori. Ad esempio, io apprezzo moltissimo Frankie Hi-Nrg, e in generale amo il fatto che il rap ti permette di inserire molte parole anche in un brano da tre minuti".

Il suo album si intitola Il sogno eretico. A cosa si riferisce?
"Al sogno di vivere in un Paese in cui il pensiero critico, e laico, si possa esercitare senza finire ogni volta ingabbiati nelle fazioni politiche, un Paese in cui non si debba difendere a tutti i costi un leader politico anche quando sbaglia in modo dannoso per tutti. Tornare a esercitare l'intelletto umano, insomma, come fece Giordano Bruno, arso vivo con una morsa che gli bloccava la lingua, soltanto perché non era allineato ai dogmi religiosi del suo tempo".

Com'è nata la collaborazione con Tony Hadley, cantante degli Spandau Ballet?
"Già quando ho scritto Goodbye Malinconia, a casa mia, sentivo che il ritornello era perfetto per una voce come la sua. Quando è stato contattato ha accettato subito di lavorare assieme. La sua è una voce che richiama la spensieratezza degli anni Ottanta, ma nel contesto di quel brano evoca anche il malessere di quel periodo, dove erano ancora forti le tensioni sociali, c'era il problema dell'eronia che devastava i giovani, si moltiplicavano i divorzi che spaccavano definitivamente le famiglie, il disagio esisteva eccome e molti artisti lo testimoniavano a modo loro".