insonniaNon dormire aumenta il rischio di suicidio. A rivelarlo è una ricerca Usa secondo la quale per chi soffre di insonnia aumenta il rischio di suicidio

Fonte: Il Tempo

Notti in bianco che si susseguono, risvegli continui o difficoltà insormontabili a prendere sonno possono esasperare le persone, spingendole a pensieri e gesti estremi. Lo rivela uno studio americano, secondo cui chi soffre di problemi cronici del sonno rischia più degli altri di arrivare a meditare il suicidio, o addirittura a tentarlo. Ecco perchè i medici dovrebbero stare in guardia, e non trascurare i racconti dei pazienti con problemi di insonnia. Secondo la ricerca dell'Università del Michigan (Usa), che sarà presentata al meeting della World Psychiatric Association al via oggi a Firenze, più disturbi del sonno si hanno e maggiore è la probabilità di arrivare a pensare al suicidio o di provare a togliersi la vita.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo circa 877 mila persone ogni anno si uccidono e per ogni suicidio si stimano fino a 40 tentativi andati a vuoto. La scienza da tempo ha collegato i problemi del sonno a un maggior rischio di comportamenti suicidari in persone con disturbi psichiatrici o negli adolescenti. Ma il legame non era chiaro nel caso di adulti senza una storia di patologie mentali. Il team diretto da Marcin Wojnar ha esaminato la relazione tra sonno e suicidio analizzando per un anno 5.692 americani. Nel periodo della ricerca, il 2,6% del campione ha pensato a questa soluzione estrema e lo 0,5% ha tentato di uccidersi. I ricercatori hanno analizzato tre tipi di problemi: difficoltà ad addormentarsi, a riposare senza svegliarsi di continuo, e risvegli troppo anticipati (almeno due ore prima del dovuto).

Tenuto conto dei diversi fattori (come abuso di sostanze, ansia, depressione e problemi matrimoniali o finanziari), i ricercatori hanno scoperto che le persone con due o più sintomi di insonnia erano 2,6 volte più a rischio di riferire un tentativo di suicidio rispetto a quanti riposano senza problemi.