Poco lavoro per i giovani. Tra i 15 e i 24 anni la disoccupazione sale al 29%, il top dal 2004Il tasso di disoccupazione a dicembre 2010 è rimasto invariato rispetto al mese precedente all'8,6%, ma quello della disoccupazione giovanile continua a salire e si porta al 29%

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Rossella Bocciarelli

È quanto segnala la stima provvisoria dell'Istat relativa all'ultimo mese del 2010. Anche nella zona euro, secondo Eurostat, il tasso di disoccupazione nell'ultimo mese del 2010 è rimasto fermo al 10% e nell'Unione a 27 paesi al 9,6 per cento. Anche il tasso di occupazione italiano, che è pari al 57 per cento, è stabile rispetto al mese precedente e in lievissima flessione (-0,1%) rispetto allo stesso periodo del 2009. Se il tasso di disoccupazione è fermo, il numero di persone in cerca di occupazione è invece diminuito dello 0,5 per cento rispetto al mese di novembre mentre registra un aumento del 2,5% rispetto a dicembre 2009.

Le persone inattive in età compresa fra 15 e 65 anni risultano in aumento dello 0,1 per cento sia rispetto al mese precedente sia rispetto a dodici mesi prima. Come conseguenza il tasso di inattività, invariato su novembre, si attesta al 37,6 per cento. Quanto ai dati ripartiti per genere, l'Istat segnala che in dicembre l'occupazione maschile ha registrato una diminuzione mensile dello 0,1% e una diminuzione tendenziale dell'1%; l'occupazione femminile aumenta invece dello 0,1 % su base mensile e dell'1,6% su base annua e attualmente il tasso di occupazione femminile si attesta al 46,5%, contro un tasso di occupazione maschile pari al 67,5 per cento. Sul versante della disoccupazione, quella maschile a dicembre 2010 risulta in aumento dell'1,5 % sul mese precedente e del 6,5% su base annua e il tasso di disoccupazione maschile è al 7,8%, mentre la percentuale di donne disoccupate è ora al 9,6% (il numero di donne disoccupate è in ogni caso diminuito del 2,7% rispetto a novembre e dell'1,7% su dicembre 2009).

Gli uomini inattivi diminuiscono dello 0,1 per cento su base mensile e aumentano dello 0,9 per cento nei dodici mesi; le donne inattive sono aumentate dello 0,3 per cento rispetto al mese precedente ma il numero è sceso, sempre dello 0,3 per cento, rispetto a dodici mesi prima.Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha salutato con soddisfazione il fatto che, per effetto del miglioramento congiunturale, la caduta dell'occupazione in Italia si è fermata: «Nella rilevazione mensile dell'Istat il mercato del lavoro si conferma stabile in un contesto europeo altrettanto stabile». Quindi «si è fermata la caduta dell'occupazione tanto che rispetto al mese precedente si registrano 11mila disoccupati in meno». Sacconi sottolinea come «il tasso di disoccupazione italiano all'8,6 %, sia quasi un punto e mezzo al di sotto della media europea».

Quanto all'emergenza-giovani, il ministero ricorda che nel complesso lo stanziamento in corso da parte dell'esecutivo per l'occupabilità giovanile è pari a un miliardo e 82 milioni di euro di cui 490 milioni di diretta competenza del Welfare, che sono stati impegnati su progetti che vanno dai premi di assunzione giovani e aiuti all'auto imprenditorialità nell'artigianato e nel turismo, alla transizione scuola-università-lavoro, alla diffusione dei contratti di apprendistato nell'artigianato, all'indennità per i parasubordinati.
Di tenore diverso, invece, sono i commenti espressi ieri da sindacati e opposizione, che parlano di «situazione drammatica» per giovani e donne inattive. Per Susanna Camusso, leader della Cgil, serve subito «un piano per il lavoro per affrontare i dati drammatici e disastrosi sull'occupazione che investono soprattutto i giovani e le donne del nostro paese». «Perdurano e si acuiscono – aggiunge – gli effetti della crisi economica e a subirne i costi sono i soggetti più deboli: donne e giovani.

C'è un urgente bisogno di individuare una strategia di contrasto alla crisi che metta al centro il lavoro come chiave della crescita». Anche Guglielmo Loy della Uil chiede che «si adottino vere e proprie terapie d'urto tese ad aumentare la partecipazione al mercato del lavoro in generale e di giovani e donne anche attraverso la rapida attuazione degli obiettivi contenuti nel Piano di azione per l'occupabilità dei giovani». Secondo la Cisl, gli ultimi dati «rendono ancora più urgente l'intervento del governo per arginare gli effetti negativi della crisi che restano avvinghiati soprattutto alla componente più debole del mercato del lavoro».