Proteste a Londra, linea dura Tory: arrestati 153 studentiCentocinquantre arresti, università occupata e primi segni di crepa nella storica coalizione fra conservatori e liberaldemocratici che guida Londra da maggio

Fonte: Il Sole 24 Ore

Le proteste studentesche non dilagano come in Italia, ma continuano a preoccupare la Gran Bretagna. Lo sviluppo di cronaca più immediato è l'operazione di polizia che nella notte ha messo fine all'invasione di Trafalgar square dove un migliaio di studenti si erano riuniti al termine di un corteo che doveva essere sfilata pacifica, ma si è rivelato happening nel segno dello spontaneismo. Per aggirare i cordoni della polizia i dimostranti si erano, infatti, sparpagliati per le vie del centro cittadino in un disordine creativo che ha preso in contropiede gli agenti. Si sono, poi, ritrovati a Trafalgar square dove la polizia è intervenuta, a notte inoltrata, fermando i più decisi.

Dopo il corteo del 10 novembre scorso quando fu assaltata la sede del partito conservatore la dimostrazione dell'altro ieri è stata la più tesa, con occasionali scaramucce fra agenti e manifestanti. Potrebbe finire nello stesso modo l'occupazione, poco più che simbolica, di Ucl, prestigiosa università londinese, dove 150 studenti protestano da giorni. Gesti tollerati, fino a ieri. Ora i dimostranti rischiano una denuncia all'autorità giudiziaria.

Londra segue, dunque, vie più convenzionali nel confronto fra autorità e manifestanti, ma il relativo ordine fino a qui avvertito non significa che la protesta sia destinata a spegnersi. Affatto. La riforma voluta dai Tory tocca un nervo scoperto del sistema educativo inglese: il finanziamento. In una società classista come continua ad essere quella britannica le tasse universitarie (poco più di 3000 sterline l'anno) erano considerate un'accettabile "fee". I Tory, impegnati in un'operazione di risanamento radicale dei conti pubblici, le hanno triplicate e nonostante siano concessi agli studenti generosi prestiti, la decisione s'è rivelata esplosiva. Non si vedeva da anni in una mobilitazione simile a quella che continua da settimane in tutto il Paese. Esplosiva, anche per il governo se è vero che Vince Cable ministro liberaldemocratico delle Attività produttive con deleghe parziali anche sull'università, si asterrà nel voto in aula. La ragion politica lo obbliga visto che nel loro programma di governo i LibDem si erano opposti al rialzo delle tasse. Punto poi caduto nel compromesso ricercato per la formazione del governo con i conservatori con grande disappunto della base elettorale liberaldemocratica. E Vince Cable è andato in soccorso degli elettori e del partito liberando, però, scosse inattese sull'esecutivo.