La prima volta del rettore Frati: "In piazza con i miei studenti"Il rettore della Sapienza, Luigi Frati: "La situazione è preoccupante, questo Paese non investe in ricerca"

Fonte: la Repubblica
di Laura Mari

"Non si può ignorare l'angoscia di questi ragazzi. Quello che ho percepito negli ultimi mesi è la loro paura per un futuro che vedono sempre più incerto e precario". È questo il motivo che ieri ha spinto il rettore della Sapienza, Luigi Frati, a incontrare gli universitari del corteo partito da piazzale Aldo Moro.

Rettore Frati, ha raggiunto gli studenti perché è a rischio il futuro dell'istruzione o perché teme che la sua università nel 2011 finisca sotto la scure del ministro Gelmini?
"I due motivi sono legati tra loro. Il nostro è un Paese che da vent'anni non investe in ricerca e in produttività. Anzi, siamo addirittura lontani dall'obiettivo di Lisbona per il 2020, in base a cui in ricerca e istruzione l'Italia dovrebbe investire il 3 per cento del Pil. Al momento il nostro Paese non raggiunge neanche la metà di questa percentuale. La situazione è preoccupante".

È la prima volta che lei si affaccia ad una mobilitazione. Come mai questo cambio di rotta?
"Non ho aderito formalmente, ho incontrato gli universitari in piazzale Aldo Moro perché percepisco la maturità di una protesta che non si basa solo sul slogan politici. I giovani sono sinceramente preoccupati per il loro futuro".

Non teme dunque possibili occupazioni di facoltà?
"Non credo che arriveremo a questo punto. La mia impressione è che ci sia la voglia di contestare i tagli senza però aggravare la situazione bloccando la didattica".

Cosa si aspetta adesso dalle istituzioni?
"Che si occupino del problema della formazione. Proprio oggi alla Sapienza premieremo le ricerche eccellenti, segno che anche nella scarsità di risorse si continuano a produrre risultati importanti. E in questo senso è importante la valutazione introdotta con l'articolo 2 della legge del 2009 opportunamente voluto dal ministro Gelmini. Ora le istituzioni potrebbero trovare fondi da destinare all'istruzione tagliando i costi inutili della politica, iniziando magari dalle auto blu".