Studio italiano e inglese. Fotografata una proteina malformataNuove prospettive contro le malattie degenerative

Fonte: Corriere della Sera

Ricercatori italiani hanno fotografato per la prima volta la struttura di una proteina malformata, aprendo nuove prospettive nelle terapie di gravi malattie degenerative nell'uomo. Lo studio, pubblicato su Nature Smb, è stato firmato dai ricercatori Stefano Gianni e Maurizio Brunori dell'Università La Sapienza di Roma e del CNR, e Michele Vendruscolo, dell'Università di Cambridge. Grazie a tecniche innovative di biochimica-biofisica e biologia molecolare, i ricercatori hanno catturato per la prima volta i dettagli molecolari alla base delle alterazioni nella morfogenesi di una proteina. Tutte le trasformazioni che avvengono nelle cellule dell'organismo sono dovute infatti a proteine che, per esercitare la loro funzione, cambiano forma, cioè acquisiscono una specifica struttura tridimensionale caratteristica (morfogenesi molecolare).

CONSEGUENZE - Questo processo è codificato dalla sequenza degli aminoacidi che guida il ripiegamento della catena lineare ed è condizionato dall'ambiente cellulare. Piccoli errori di ripiegamento possono produrre proteine malformate, con struttura anomala e conseguenze a volte devastanti per la cellula. Si è dimostrato negli ultimi dieci anni che molte patologie gravi dell'uomo quali l'Alzheimer, il Parkinson, altre malattie neurodegenerative e alcuni tipi di cancro sono innescate da errori nel processo di morfogenesi di una o più proteine specifiche. Dato che le proteine malformate tendono a precipitare e aggregare velocemente, le osservazioni sono difficili e le conoscenze sui fattori che determinano gli errori di morfogenesi/ripiegamento sono attualmente limitatissime ma molto importanti: infatti volendo comprendere la base molecolare di malattia, è necessario conoscere le alterazioni strutturali della proteina "malata".