Università, i tagli colpiscono anche i Cus. Ma il Ministero punta sullo sport: "Nascerà il Liceo sportivo"Sono anni difficili per i Centri Universitari Sportivi, che devono convivere con una generale mancanza di fondi. I Cus sono ben 48, uno per ogni sede universitaria

Fonte: Studenti.it
di Andrea Maggiolo

I tagli all'università incidono anche sull'attività delle palestre universitarie, che vedono diminuire in modo costante (da anni, con governi di centro destra e centro sinistra) i contributi ministeriali che le tengono in vita.

I fondi per lo sport
I fondi previsti dalla finanziaria del 2009 per gestire gli impianti sportivi e programmare le attività, erano 10 milioni nel 2008, passati poi a 7,8 milioni nel 2010. E quest'anno le risorse saranno ancor meno: 5,9 milioni, una perdita netta di 4 milioni nel giro di 4 anni.

I tesserati aumentano
Ma c'è un dato sorprendente. Nonostante tutto gli atenei italiani registrano un incremento quasi ovunque di tesserati e attività sportive.

I Cus sono ben 48, uno per ogni sede universitaria. I Cus sono associazioni sportive dilettantistiche che hanno il compito istituzionale di promuovere la pratica sportiva in primis a favore degli studenti universitari attraverso corsi e tornei.

La legge favorisce le grandi città
La legge che regola come vengono assegnati i fondi ai Cus si chiama "potenziamento dell'attività sportiva universitaria". La difficile situazione economica del nostro paese ha fatto però sì che in alcuni casi gli ateni (soprattutto quelli piccoli) ricevano per lo sport universitaria solo qualche decina di migliaia di euro per ogni anno. C'è ormai bisogno di sponsor privati per partecipare a tornei interfacoltà e campionati federali.

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca stabilisce di favorire nell'assegnazione dei fondi gli atenei con la maggiore popolazione studentesca, senza valutare quanti siano gli effettivi tesserati dei centri universitari sportivi. In tal modo, un Cus di una piccola città, con un grosso numero di tesserati, viene in qualche modo penalizzato.

Il Cus di Napoli è il più grande
Non sono soltanto gli studenti a fruire delle strutture e dei servizi messi a disposizione dai Cus, ma anche docenti, tecnici e anche "esterni". I tesserati sono aumentati dai 279.833 dell'anno accademico 2006/2007 ai 287.218 del 2008/2009.

Il Cus che riceve il maggior numero di finanziamenti è quello di Napoli, che è la più grande società polisportiva di tutto il Mezzogiorno. Ma anche per questa realtà così importante per tanti giovani campani e non solo i fondi sono andati via via diminuendo:  960mila euro nel 2008, 720mila nel 2009, appena 686mila nel 2010. A seguire nella classifica dei più grandi Cus d'Italia ci sono i centri universitari studenteschi di Roma e di Bologna.

Nei Campionati vince Milano
Ma a dominare nei Campionati Nazionali Universitari è da 5 anni a questa parte il Cus Milano. L'exploit nei risultati è coinciso solo parzialmente con un aumento dei fondi: si è però comunque passati dai 277mila euro del 2008 a poco meno di 300mila del 2010.

Nascerà il Liceo Sportivo: "Non sarà un liceo di serie B"
Il Ministero nonostante la generale carenza di fondi vuole dimostrare di tenere davvero alla "cultura sportiva", già a partire dalle scuole superiori.

E proprio ieri Mariastella Gelmini ha confermato che si sta lavorando per inserire l'indirizzo sportivo all'interno della riforma scolastica, collocandolo nel quadro dei licei. "Il progetto - afferma il ministro Gelmini - ci è stato proposto da Manuela Di Centa, che pensa che l'offerta formativa vada arricchita con una nuova proposta legata ai licei ad indirizzo sportivo".

"Forse si parte già a settembre"
"È un'iniziativa che ci convince, che ci piace e che vorremmo portare avanti. Credo - dice la Gelmini - che l'elaborazione del progetto sarà pronta entro quest’anno e si potrà partire forse a settembre". Il progetto del liceo sportivo prevede 100 classi in 40 licei, divise equamente per regione, legate alla cultura sportiva del territorio e alle infrastrutture presenti. Il monte ore settimanale sarà di 27/30 ore e vedrà la partecipazione del Coni, con personale tecnico e insegnanti.

Manuela Di Centa, l'ex campionessa di sci di fondo e deputata del Pdl, ha precisato che il liceo sportivo non sarà un liceo di "serie b". Gli studenti che frequenteranno questo liceo, ha concluso la deputata del Pdl ed ex campionessa sugli sci, non faranno solo sport ma ne studieranno anche la teoria. Dalla storia dello sport al diritto dello sport. L'obiettivo? Formare dirigenti sportivi, persone preparate nella gestione degli eventi e figure professionali pronte per ambiti lavorativi nuovi.