La riproduzione digitale fa due passi in avanti, verso gli ologrammi di Star WarsUn'immagine tridimensionale in grado di cambiare quasi in tempo reale. E per guardarla non sono necessari gli occhiali utilizzati nelle sale cinematografiche

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Luca Dello Iacovo

Uno studio pubblicato sull'ultimo numero della rivista "Science" segnala un altro passo verso l'evoluzione della riproduzione digitale. Che sia avvicina all'orizzonte immaginato da Star Wars e altri film di fantascienza.

Il prototipo costruito dal team di Nasser Peyghambarian, docente di fotonica dell'università dell'Arizona, utilizza sedici telecamere che filmano un oggetto da differenti angolazioni. Le immagini vengono convertite in pacchetti di dati e viaggiano attraverso una comune rete Ethernet. All'arrivo un laser riproduce l'oggetto iniziale su uno schermo bidimensionale da dieci pollici: il materiale impiegato per la superficie di proiezione è una plastica fotorifrattiva. E simula, in questo modo, un volume tridimensionale senza che sia necessario indossare occhiali.

L'immagine è aggiornata ogni due secondi: in precedenza era necessario mezzo minuto, un intervallo di tempo che impediva di raggiungere la dinamicità del movimento. Secondo Peyghambarian le applicazioni su larga scala al di fuori del laboratorio hanno bisogno di ulteriori progressi tecnologici: il gruppo di ricercatori deve arrivare ad aggiornare l'immagine almeno trenta volte al secondo per ottenere un effetto di fluidità che non renda percettibile alla vista la sequenza della riproduzione. Ma gli angoli di osservazione possono essere aumentati fino a centinaia. Tra i campi di applicazione, le videoconferenze a distanza e i lungometraggi.