Dalla pelle artificiale agli esoscheletri, il futuro è dei robotRobot che sparecchiano e salgono le scale. Esoscheletri da combattimenti che ricordano quelli dei cattivi di Avatar, sedie a rotelle che “camminano”

Fonte: La Stampa
di Federico Guerrini

Un rapido sguardo all’immediato futuro, vede un ingresso prepotente degli automi nella nostra vita quotidiana e non passa giorno senza che gli scienziati superino uno degli ostacoli che ancora si frappongono a questo risultato. Soltanto ieri sulla rivista Nature Materials, sono state presentati ben due progetti indipendenti delle Università di Stanford e Berkeley che mirano entrambi alla creazione della prima “pelle artificiale”, o e-skin, un'epidermide capace di percepire il peso degli oggetti e le variazioni di pressione.

Il primo gruppo ha utilizzato un polimero elastico, il PDMS, collegato a una griglia di transistor per individuare i cambiamenti di pressione. Mentre lo staff di Berkeley ha utilizzato dei fili miniaturizzati di germanio e silicio come semiconduttori. Il vantaggio del primo metodo è nella grande sensibilità della e-skin così ottenuta, in grado, secondo la coordinatrice dello studio, la dottoressa Zhenan Bao, di percepire persino la pressione di una farfalla. Il pregio maggiore della pelle artificiale creata dal gruppo di Berkeley è invece la sua flessibilità, una caratteristica fondamentale nel caso venisse usata per rivestire protesi per umani. Naturalmente, perché questo avvenga, occorrerà lavorare anche all’integrazione di questo tipo di epidermide con i centri nervosi del cervello; insomma, c’è ancora molto da fare.

Le applicazioni nel campo della robotica potrebbero essere invece molto più veloci e portare ad automi il cui senso del tatto sarà così sviluppato da “poter tenere in mano un uovo senza romperlo o da scaricare una lavastoviglie senza rompere i bicchieri – come spiega il ricercatore di Berkeley Ali Javei”.

A ben altre applicazioni per i robot pensano invece i militari dell’agenzia governativa americana Darpa, i quali hanno messo a punto dei “muli meccanici”, a due o a quattro zampe, pensati per accompagnare le truppe nelle missioni di ricognizione. BigDog (il robot a quattro zampe) e Petman (quello bipede) saranno fra le star di Robotica 2010, in programma dal 17 al 19 novembre alla fiera di Milano, nell’ambito di HiTech Expo. Quest’anno la manifestazione dedicherà un'attenzione particolare ai robot dotati di arti, mostrando non soltanto gli ultimi ritrovati bellici, ma anche le applicazioni “civili” che da essi traggono ispirazione.

Come il REX (Robotic Exoskeleton), una specie di sedia a rotelle camminante o, per essere più precisi, un esoscheletro che si aggancia alla parte inferiore del corpo di un disabile, che può comandare i propri movimenti tramite un joystick, camminando, facendo le scale, salendo e scendendo da piani inclinati con una pendenza massima di sette gradi. La persona può così restare in posizione eretta, con un vantaggio psicologico e terapeutico non trascurabile.

+ Robotica 2010

+ «Artificial skins detect the gentlest touch» su Nature