Franco Piperno, preside della facoltà di Lettere dell'università La Sapienza: "Lo stop del turn over impoverirà il sapere umanistico"

Fonte: Repubblica.it
Autore: Laura Mari

"Non sono certo un sobillatore, né voglio mettermi sulle barricate. Ma da parte mia, dei docenti e degli studenti c'è la volontà di esprimere una posizione critica nei confronti di una manovra e di una riforma che oscurano l'istruzione e l'università". Spiega così Franco Piperno, preside della facoltà di Lettere dell'università La Sapienza, il perché della mobilitazione che martedì notte animerà la città universitaria, con esami notturni dalle ore 21.

Preside Piperno, non pensa che questa forma di protesta possa danneggiare gli studenti?
"Da giorni circolano voci tendenziose di persone che ci accusano di aver bloccato gli esami. Tutte falsità. Non abbiamo costretto nessuno ad aderire alla mobilitazione. Gli studenti che sosterranno i colloqui di notte sono 270 e tutti hanno aderito volontariamente, così come i docenti che hanno dato la loro disponibilità. Chi poi, per motivi personali o ideologici, non vuole aderire alla mobilitazione, potrà sostenere gli esami in altre date e orari".

Quali sono i motivi della protesta?
"La preoccupazione principale è per i tagli dei finanziamenti e le conseguenze che la riforma Gelmini avrà sul blocco del turnover dei docenti. Nel giro di tre anni la Sapienza perderà, per i pensionamenti, 1.500 docenti che non potranno essere sostituiti. E questo, in facoltà come quella di Lettere, significherà perdere gran parte del sapere umanistico.

Il rettore Frati ha definito gli esami notturni un'iniziativa "folcloristica". Cosa gli risponde?
"Credo che il rettore voglia gettare acqua sul fuoco, ma non sarà facile spegnere la protesta di così tanti studenti e docenti che vogliono esprimere dissenso. Ma non le nego che un po' di timore c'è: ci sono organizzazioni studentesche vicine alla destra e contrarie alla nostra mobilitazione e temo azioni in grado di creare confusione. Insomma, non posso permettermi di dormire sonni tranquilli...".