Tecnologie > Personal Computing. Il Sapere è sempre più mobileCon la diffusione dei dispositivi mobili e grazie al boom dell'iPhone, gli utenti si stanno abituando a navigare sempre, ovunque si trovino

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Fabio Di Giammarco

Già da un po' disponibili le principali testate giornalistiche italiane – a cominciare dal Sole 24 Ore – sono ultimamente sbarcati sull'iPhone, tra l'altro, i Codici (civile, penale, della strada) e una serie di applicazioni per medici, tra cui database completo di farmaci e l'applicazione «Anatomy Lab» (sviluppata dai ricercatori dell'Università dello Utah) che permette di esplorare fino a 40 livelli del corpo umano.

La rivoluzione delle applicazioni handheld ha investito la cultura, le università e la ricerca accademica. Anzitutto negli Usa, dove è ormai sempre più diffuso l'accesso «M-Libraries», la possibilità per gli studenti muniti di Pda (personal digital assistant) di interagire con i siti web delle biblioteche (soprattutto universitarie) e di utilizzare in mobilità gran parte dei servizi bibliografici.

Diversi colossi dell'editoria in ambito scientifico hanno annunciato applicazioni per i mobile devices, per venire incontro ai bisogni dei ricercatori che hanno sempre più spesso la necessità di disporre di informazioni lontano dal posto di lavoro. Elsevier ha aperto il suo database citazionale «Scopus Alerts» – forte di oltre 18mila periodici – all'iPhone, mentre l'American Chemical Society (Acs) ha adottato l'applicativo «Acs mobile» per permettere a palmari e/o cellulari di leggere tutte le sue riviste scientifiche con la possibilità di ricercare, filtrare e scambiare i contenuti editoriali.

In Italia l'iPhone ha cominciato a fare capolino nell'applicazione per biblioteche. In alcune realtà avanzate, come ad esempio nel lombardo Sistema Bibliotecario del Vimercatese (Sbv), attraverso il "melafonino" è possibile controllare la situazione utente, rinnovare il prestito e interrogare il catalogo (Opac) del sistema. Ma, la svolta nelle applicazioni per mobile devices è sostenere e sviluppare la mobilità di ricercatori e studiosi. È quanto si propone l'Emeroteca Virtuale Mobile, ovvero una biblioteca di giornali e riviste per iPhone e cellulari 3G. Si tratta di un'applicazione del Caspur (Consorzio interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo per Università e Ricerca) sviluppata, su tecnologia open source. La banca dati disponibile a un semplice tocco di touch screen è ragguardevole: oltre 5.300 periodici accademico-scientifici full-text per circa otto milioni di articoli in formato pdf. Le riviste, disponibili a partire dagli anni 90, comprendono tutte le discipline e sono pubblicate da vari editori e società professionali, tra cui: Blackwell Publishing, Cell Press, Institute of Physics Publishing, Kluwer Law International, Spring. Tra le funzionalità più interessanti un menù di navigazione sintetico a pagine leggere e la possibilità di effettuare browsing e ricerche su diversi campi (autore, titolo, parola chiave, full-text) anche all'interno dell'intera collezione. Oltre al download degli articoli, è possibile il loro salvataggio in una sezione personale; inoltre è disponibile una history delle ricerche. L'interfaccia dell'Emeroteca Virtuale Mobile, omogenea e progettata secondo i criteri della web-usability, è stata testata sui principali dispositivi mobili (Blackberry, IPhone, Pda, Smartphones, Tablet Pc) e basata sui principali sistemi operativi (Android, Windows Mobile, Symbian, iPhone Os). Al momento l'accesso a Emeroteca Virtuale Mobile è ristretto alle università autorizzate, mediante un sistema basato sull'indirizzo Ip di provenienza. Ma è in corso di implementazione un metodo di autenticazione (username e password) che consentirà maggior mobilità a studenti e ricercatori che potranno accedere anche al di fuori dei propri atenei.