Michael Jackson. Così muore una star, il giallo del giorno più lungoIl 25 giugno di un anno fa moriva la popstar. Ecco la cronaca di quel giorno: dalle prove del mattino alla tragica notte fra incubi e overdose di droghe

Fonte: la Repubblica
di Angelo Aquaro

Ventiquattro'ore prima di morire - sono le 14.30, mercoledì 24 giugno 2009, il crollo delle vendite di case e la guerra dei dazi Usa-Cina sulla prima pagina del Los Angeles Times che riposa, intonso, sul lungo tavolo della cucina - Michael Jackson scende le scale del villone da otto camere da letto affittato al numero 100 di North Carolwood Drive, quassù a Holmby Hills, dove le case da sogno di Beverly Hills sfidano quelle di Bel Air nel lusso e nella sfrenatezza. L'acerba estate di California continua a mostrare il suo aspetto più dolce: il termometro segna meno venti gradi, il venticello che soffia dal mare smorza il tasso di umidità. Eppure, nella camera da letto ricostruita in stile tardo-Rinascimento, gli svolazzi rococò sulla testata del letto, la temperatura è salita a livelli infernali: l'ultima follia di Michael è dormire con il riscaldamento ancora acceso, le imposte tappate, le tende barocche impenetrabili alla luce di quella giornata meravigliosa.

Dormire, poi: sono giorni e notti che la rockstar lamenta quella stanchezza spossante che gli impedisce di prendere sonno. Come farà a sopportare la sfida che lo attende? Cinquanta concerti già tutti esauriti, un tour che a Londra dovrebbe riaccendere la stella appannata dagli scandali. I timori sulla sua salute hanno costretto l'Aeg, la società che ha organizzato quel tour miliardario, a smentire tutto con un comunicato: Michael è in splendida forma, a 50 anni sembra tornato ragazzino, e il 13 luglio, come da programma, lo show avrà inizio alla 02 Arena di Londra.

14.45 Michael sa che lo aspetta un'altra giornata terribile, ancora prove su prove dello show che si chiamerà "This is it", come il nuovo singolo che sta per pubblicare. Deve essere comunque riuscito a riposare se il suo personal chef, Kai Chase, racconta all'Ap che Jacko ha un sorriso per tutti. Pasto veloce: tonno scottato, insalata organica, succo di carota e arancia. La sua "ultima cena". Paris, 11 anni, e Prince, 10, accanto. Mani giunte per ringraziamento: "Che Dio vi benedica".

19.00. I ragazzi si sono già persi nel castello di Holmby Hills. Jackson si infila nella Cadillac Escalade color blu mare guidata da Faheen Muhammad, che non è solo la guardia del corpo fidata: è anche uno dei prestanomi che il dottor Conrad Murray utilizza per richiedere sempre nuove dosi di propofol, il potentissimo sonnifero e antidolorifico che Michael chiama "il mio latte". La droga che lo ucciderà.

19.30 La Escalade con Michael, Faheen e Michael Amir Williams, l'assistente personale, arriva allo Staples Center: è l'arena che la rockstar ha scelto per le prove, è lo stadio che tra 12 giorni ospiterà i suoi funerali. Alberto Alvarez, il direttore logistico, gli va incontro e imbarca Michael su una golf cart per scortarlo nella zona prove.

20.30 Jacko sembra davvero in gran forma, Dorian Holley è il direttore dei cori e non crede alle sue orecchie: "Non lo distingueresti dal Michael degli inizi". Sarà la trafila di successi che incatena uno dopo l'altro: "Wanna be startin'somethin'", "Billie Jean", "Smooth Criminal"...

22.00 I ballerini vengono richiamati in scena per il momento clou. Su un megaschermo scorre un pezzo del video in 3D, Michael e i suoi provano per la prima volta in costume i passi di "Thriller". Kriyss Grant, una delle girls, non ha dubbi: "Sembra estasiato".

24.00 È mezzanotte e la magia non è scomparsa: si prova "Earth song", Jackson ringrazia tutti, abbraccia i ballerini più vicini, nessuno lo ha mai visto così: "Grazie, grazie, Dio vi benedica".

0.30 All'arrivo in Carolwod Drive si ferma per salutare un gruppetto di fan davanti casa. Le guardie del corpo lo accompagno fin sotto le scale che portano in camera: nessuno può oltrepassare quella linea rossa, il privilegio è concesso solo ai figli e al dottor Murray.

1.30, 25 giugno Spente le luci delle prove, niente più sorrisi: improvvisamente è un altro Michael. Torna a dire che è molto stanco, deve dormire. Chiede aiuto, com'è abituato a fare, al dottore che ormai da giorni trascorre tutta la notte al castello. Murray è preoccupato dell'assuefazione al propofol. Comincia con una pastiglia: 10 milligrammi di Valium.
2.00 Il calmante non ha effetto, Michael si lamenta, il dottore riprova con un farmaco più potente, il lorazepam, 2 milligrammi via flebo.

3.00 Michael è ancora sveglio, Murray cambia droga, ancora 2 milligrammi ma questa volta di midazolam.

5.00 È l'alba dell'ultimo giorno e Michael Jackson giace con gli occhi aperti sul suo letto da Pompadour. Il dottore riprova col lorazepam: altri due milligrammi.

7.30 Michael Jackson è stremato, non riesce a trovare pace. Murray insiste: altri due milligrammi di midazolam, già provata inutilmente 4 ore prima. Il castello riprende vita mentre Michael muore: i ragazzi si svegliano, la servitù è già al lavoro.

9.00  Michael Jackson è più pallido di quella bambola di porcellana, quel bel bambino biondo, proprio lì accanto al letto. Tutt'intorno bombolette di ossigeno e pile di dvd: tutti film per bambini. Manca l'unica cosa che il dottore ha richiesto quando ha accettato di fare la guardia al divo: l'apparecchio per la rianimazione. Non c'è neppure l'infermiera richiesta da contratto.

10.40  Jackson rantola, piange, si lamenta: come farà a riprendere le prove? Implora il dottore, chiede il suo "latte". Murray dice di aver resistito tutta la notte: cede. E gli spara 25 milligrammi endovena.

10.50 Il dottore aspetta che almeno il propofol faccia effetto. Dice alla polizia che solo allora si allontana per la prima volta: deve andare in bagno.

10.52 Murray torna e trova Michael che non respira più.

11.18 Cosa aspetta, dottore? Murray chiama freneticamente la sua clinica di Las Vegas, poi un paziente, poi un amico.

12.13 Michael Jackson è ancora immobile nel suo letto. Murray finalmente chiama il suo assistente, ma Williams non risponde. Messaggio disperato: "Chiamami subito, chiamami subito".

12.15 Williams richiama. Il dottore: "Corri, il signor Jackson ha avuto una brutta reazione. Una brutta reazione". L'assistente chiama la guardia del corpo, chiama il direttore logistico. Alvarez corre su per quelle scale finora proibite: trova Prince e Paris in lacrime mentre il dottore cerca di rianimare papà. "Portate via i bambini da qui". Alvarez chiama l'ambulanza: "C'è un signore che ha bisogno di aiuto, non respira". Non dice il nome.

12.27 La sirena dell'ambulanza rompe il silenzio vip di Carolwood Drive.

12.29 Anche i soccorsi dicono che Michael Jackson non respira più. Tentano due round di respirazione artificiale. Il dottore dice di smettere: basta, mi assumo la responsabilità, continuiamo nell'ambulanza, corriamo.

13.07 L'ambulanza entra a tutta velocità al Medical Center dell'università della California Ronald Reagan.

14.26 L'ospedale certifica: Michael Jackson è morto. Il sito di gossip TMZ batte tutti: addio al re del pop. I primi lanci ipotizzano suicidio e barbiturici. Il dottor Murray torna a casa: ho bisogno di mangiare qualcosa, sono stremato. Tra qualche ora la polizia busserà alla sua porta.