harvardE' quanto emerge dall'annuale classifica pubblicata oggi dal prestigioso inserto del Times, Higher Education.

Fonte: Rainews24.it

Tredici università americane tra le prime venti al mondo, con il primato che va ad Harvard. Ma soprattutto una sola università italiana tra le prime 200: è quella di Bologna che si piazza al 192esimo posto, perdendo 19 posizioni rispetto allo scorso anno, quando era 173esima. E' quanto emerge dall'annuale classifica pubblicata oggi dal prestigioso inserto del Times, Higher Education.

Un gruppo di seimila accademici e duemila imprenditori del settore pubblico e privato, tenendo conto anche dell'opinione degli studenti, ha dunque assegnato il primo posto a Harvard, lasciando la piazza d'onore a Yale. Al terzo posto l'università di Cambridge, che precede l'altra università britannica di Oxford.

Molto male è andata per le università italiane. A parte Bologna, unica tra le prime 200, 'La Sapienza' di Roma si piazza al 205esimo posto, il Politecnico di Milano al 291esimo, l'Università di Padova al 296esimo.
Bocciatura per la Bocconi di Milano, che non figura tra le prime 400.
Gelmini: la classifica dà ragione al governo
"La classifica pubblicata dal Times dimostra che il sistema universitario italiano vive una fase veramente difficile". Lo afferma in una nota il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. "I problemi - continua - sono strutturali e di sistema. Non sono, come qualcuno ha detto più per motivi di lotta politica che per una analisi tecnica della realtà, legati alla quantità di risorse che si investono nell'università. Questo è un falso problema. Tutti gli indicatori internazionali stabiliscono che non c'è correlazione tra quanto si spende per l'università e la sua qualità".

Secondo la Gelmini il vero problema "non è quanto si spende ma come si spendono i soldi dei cittadini. L'Italia spende come la Germania eppure ha un sistema universitario peggiore". Per il ministro si deve "eliminare gli sprechi, le sedi e i corsi inutili, dobbiamo rivedere completamente la nostra università: è necessario renderla meritocratica. Voglio anche osservare che questa impietosa classifica si riferisce agli anni in cui governava il centrosinistra, quindi molto prima dei famigerati tagli dell'attuale Governo. Ciò significa che l'università italiana non va bene per problemi e gestioni non trasparenti che durano da decenni e non certo a causa del Governo Berlusconi".
Garavaglia: il Times non giustifica i tagli
"Davvero non si capisce come si possa prendere a pretesto la classifica annuale del 'Times' per giustificare la sciagurata politica che il governo sta infliggendo al nostro sistema". Così il ministro dell'Università del governo ombra del Pd, Maria Pia Garavaglia, commenta le parole del ministro Gelmini sulla classifica del 'Times' sulle università di tutto il mondo.
"Qualunque paragone - aggiunge Garavaglia - con le università americane è impossibile, per diversi motivi. Innanzitutto, negli Stati Uniti gli atenei sono tutti, Harvard in testa, fortemente privatizzati. Inoltre l'ordinamento universitario americano è profondamente diverso dal nostro. Ricordiamo, a titolo di esempio, i professori tutti a contratto e molto collegati al mondo dell'impresa". "Certo che è necessario migliorare e puntare su merito e valutazione - aggiunge la senatrice del Pd -, ma di sicuro non è attraverso i tagli del governo che è possibile immaginare risultati piu' lusinghieri". "L'unica vera sfida che farà tornare l'Università italiana ai massimi livelli - conclude Garavaglia - è quella per una grande e radicale riforma, per la quale il Pd ribadisce di essere a disposizione. Aspettiamo il governo a un confronto serrato in Parlamento per una Università davvero di qualità. Sarà lì che il Paese potrà misurare la reale volontà del governo di andare oltre slogan e annunci".