L'inchiesta. L'esercito dei falsi medici che curano gli ammalati veriTitoli di studio contraffatti acquistati su Internet. Un urologo senza diploma smascherato dalla moglie. Lo sfogo della  vittima di un finto ginecologo. Mentre un dentista su cinque esercita abusivamente

Fonte: la Repubblica
di Michele Bocci

UNA grande festa di laurea in provincia di Torino. Amici e parenti commossi celebrano la giovane studentessa che ha finito Medicina. Tra gli invitati c'è una dottoressa, un medico di famiglia che qualche tempo dopo, quando la collega fresca di diploma le chiede di sostituirla, la fa lavorare nel suo ambulatorio. Commette un grave errore. Quella giovane non ha mai concluso l'università, ha ingannato tutti. Si tratta di un falso medico, che ha fatto diagnosi e prescritto farmaci. Come lei, in Italia, ogni anno finiscono a processo circa mille persone. Il reato è l'esercizio abusivo della professione e lo inseguono soprattutto il Nas e la Finanza. Lo sforzo degli investigatori è notevole, la pena prevista per chi viene colto sul fatto piuttosto blanda: sei mesi o una multa di 516 euro. Ad essere scoperti sono solo una piccola parte di dentisti, medici di famiglia, dottori di cliniche o ospedali, professionisti privati in medicina convenzionale o alternativa che non hanno titolo a curare la gente. Le stime degli odontoiatri raccontano di circa 15mila abusivi accanto a 56mila regolari nel loro settore, e sono volutamente ottimiste. Non è facile dire quanti possano essere invece i falsi medici ma il fenomeno è di certo percentualmente molto più contenuto rispetto a quello dei dentisti. Gli iscritti all'ordine però sono tanti di più: 340mila. Così alcuni osservatori arrivano a dire che anche in questa categoria si possano stimare 10-15mila abusivi. Con i dentisti si arriverebbe a 30mila.

Il Nas nel 2009 ha denunciato 1.170 persone per esercizio abusivo della professione medica, di cui 450 falsi odontoiatri. Fino a marzo di quest'anno i due dati erano rispettivamente 453 e 108, gli studi sequestrati 39. Non tutti i segnalati dai carabinieri sono dottori abusivi, ci sono anche alcuni falsi infermieri ma all'attività dell'Arma va aggiunta quella della Finanza e delle altre forze di polizia. Fatta la somma e poi tolti coloro che prima del processo si scoprono innocenti, restano quel migliaio di falsi dottori e dentisti a finire davanti al giudice. Ma da chi ci facciamo curare? Il catalogo è questo, e a sfogliarlo si finisce dagli ambulatori privati agli ospedali pubblici. E com'è possibile che chi ha dato solo qualche esame o addirittura non ha mai visto l'università finisca in corsia?

Storie di camici bianchi abusivi
Tra i falsi medici c'è la dottoressa con lo studio nel Cadore, abusiva da anni, che si pubblicizza sul web e dispone di ricettario. C'è il chirurgo estetico di Palermo che fa lavorare giovani non laureati, o l'internista, sempre nella città siciliana, che non ha concluso gli studi ma opera in casa di cura. A Udine un uomo si autodefiniva naturopata e somministrava cure dimagranti, prescrivendo esami e medicine. Proprio i casi di "curatori" o comunque di persone esperte in discipline non mediche che fanno comunque diagnosi e dettano terapie sono quelli che sfumano il fenomeno dell'abusivismo, rendendolo difficilissimo da intercettare e gonfiando i numeri. Ci sono poi decine di sequestri di studi di falsi dentisti, dentro palazzi signorili o in scantinati umidi. Scavando negli archivi si trovano centinaia di casi, alcuni eclatanti come quello del pediatra senza laurea che per 19 anni ha esercitato a Rho, oppure del non ortopedico si occupava anche dei giocatori di una nota squadra di basket. E poi il ragioniere-ginecologo e decine e decine di altri con il doppio lavoro.

Lo specialista senza laurea
La storia di Marco è tutta vera (mentre il nome è inventato), ma potrebbe sembrare falsa da quanto è incredibile. "Mi sono specializzato in urologia ma non ero laureato - racconta - All'università ho avuto un blocco, dopo una decina di esami non andavo avanti. Sono riuscito ad entrare alla scuola di specializzazione a Trieste con un'autocertificazione falsa, ho detto che avevo il diploma". Durante il tirocinio Marco ha seguito molti pazienti. Anche prima: dal '90 al 2000 ha lavorato in Lombardia. "Facevo sostituzioni di medici di famiglia e guardie, sempre perché nessuno verificava i miei titoli". Una volta specializzato ha lavorato in una clinica. "In tutto ho fatto un centinaio di interventi. Alcuni pazienti mi chiamano ancora. Come mi hanno scoperto? Colpa della mia ex moglie, mi ha denunciato perché avevo un'altra. Altrimenti farei ancora il dottore. Ero bravo, anche se ora non riesco a passare il test per iscrivermi di nuovo a Medicina. Quando mi sono venuti a prendere, i Nas hanno detto che da soli non mi avrebbero mai beccato, sarei arrivato alla pensione. Dicevano che come me ce ne sono tanti". Ma come si diventa falsi medici?

Un sistema con tante falle
Un esercito di falsi camici bianchi riesce ad infilarsi nelle pieghe del sistema. Ma come fanno? Può bastare un'autocertificazione a mandare in corsia o in ambulatorio un impostore. Come è successo a Marco, passato dalle falle di un controllo a campione. "Da tempo abbiamo un contenzioso con le università - dice Amedeo Bianco, presidente della federazione degli Ordini dei medici - Certe scuole di specializzazione non chiedono ai neolaureati l'iscrizione al nostro albo. È un grave errore perché quei dottori negli anni di formazione fanno attività sanitaria, anche sostituzioni di medici e guardie. E poi chi è nelle liste dell'Ordine è certamente laureato, per gli altri vanno fatti accertamenti nelle facoltà di provenienza. Ecco, mi auguro che le scuole facciano almeno le verifiche su tutte le autocertificazioni". Ma in ambulatorio si può entrare, come la giovane in provincia di Torino, anche prima di iscriversi a una specializzazione. Per sostituire un medico di famiglia per un breve periodo basta mettersi d'accordo con lui, altrimenti va fatta una comunicazione alla Asl. "Le sostituzioni possono essere una maglia debole della rete - dice Giacomo Milillo, del sindacato dei medici di famiglia Fimmg - Il singolo medico ha difficoltà a verificare le autocertificazioni. Quando poi va avvertita l'Asl, se questa non controlla è un problema. Penso però che avvenga raramente, l'abusivismo mi sembra più legato alla dipendenza, su cui deve controllare sempre l'azienda sanitaria, e soprattutto alla libera professione. Parlo di dentisti e non solo. Negli ambulatori privati i controlli sono pochi". Se per dare sicurezza a pazienti o a enti pubblici c'è bisogno del "pezzo di carta", non è un problema. Una bella pergamena con l'intestazione dell'Università si trova. Rivolgendosi ad una stamperia clandestina, come quella scoperta da poco a Vibo Valentia, o alla rete. Duecento euro e pergamente. com spedisce a casa la laurea. Anzi spediva. "Quelle in Medicina, non le faccio più - dice il responsabile del sito - Le vendevo per scherzo, i carabinieri le hanno trovate in studi di abusivi e mi hanno denunciato. Altri siti le vendono per mille euro". Per Giovanni Monchiero, presidente della Federazione italiana Asl "i casi non sono frequenti ma è stupefacente che quando si scopre il medico infedele immancabilmente i pazienti ne dicono un gran bene. Dove viene meno la scienza si supplisce con le capacità relazionali".

La piaga dei dentisti improvvisati
Solo i Nas di Torino dall'inizio del 2010 hanno già denunciato oltre 30 dentisti senza titolo. Odontotecnici che facevano gli odontoiatri, principalmente, ma non solo. In questo campo l'abusivismo è considerato una piaga dalla categoria, tra pazienti che vogliono risparmiare e controlli mai sufficienti. "Sono 15 mila a esercitare senza poterlo fare. Tutto il fenomeno è sottostimato, anche per i medici". A parlare è Giuseppe Renzo presidente degli odontoiatri della Federazione Ordini. "Il 70% sono odontotecnici che fanno i dentisti, ultimamente sono molto in crescita le false lauree. Le vanno a prendere in paesi entrati nella Ue da poco come la Romania". Alcune indagini hanno rivelato una sorta di rinterzo della laurea. Ci sono persone che si fanno intestare diplomi di università sudamericane. "Poi chiedono il riconoscimento dei titoli in Spagna, che ha accordi bilaterali con quei Paesi - dice Renzo - E automaticamente possono esercitare in Italia". I dentisti hanno fatto varie proposte per bloccare gli abusivi, come quella di confiscare, anziché sequestrare, i macchinari degli studi dei falsi odontoiatri. Di fronte a questa piaga ci si domanda: perché non aumentare le pene?

Colleghi omertosi, pazienti timorosi
Quello delle pene tr oppo lievi è un problema sentito. "Capita di bloccare dentisti abusivi che ci ridono in faccia: "tanto pago 500 euro, cambio appartamento e ricomincio", ci dicono". Il capitano Marco Datti dirige il Nas di Roma. "Combattiamo il fenomeno ogni giorno, ma solo una piccola nicchia viene individuata. È un lavoro difficile. Spesso gli abusivi sono difesi dai colleghi, i quali magari pensano che denunciarli ricada negativamente sull'immagine della categoria. E i pazienti a volte non parlano perché si vergognano". Gli uomini di Datti hanno tante storie da raccontare, come quella dell'idraulico che da 20 anni si occupa dei denti di decine di persone. "Sono pericolosissimi perché fanno meno attenzione alla trasmissione di malattie infettive e non sanno intervenire su emergenze come emorragie o shock. Da tempo i dentisti regolari chiedono un inasprimento delle pene, credo che sia auspicabile. Con il giro di affari di certi soggetti la multa li preoccupa ben poco". Alla Camera giace un progetto di legge per aumentare le pene dell'esercizio abusivo della professione medica. Il firmatario è il deputato Pdl Marinello. "Si propone di aumentare la reclusione a 2 anni e la multa a 51.646 euro", spiega l'avvocato milanese Paolo Vinci. "Parliamo di un reato per cui, dicono ministero e istituti di statistica, ogni anno finiscono a processo mille persone".

Quando il falso medico uccide
Qualche falso medico va a giudizio per reati ben più gravi dell'esercizio abusivo. Perché ha truffato o peggio danneggiato i pazienti. In certi casi in modo irreparabile. "Siamo finiti nelle mani di un uomo diabolico, che ha agito per una decina di milioni di vecchie lire, fregandosene della salute della mia compagna". Tommaso Giarrizzo è la vittima di un dottore abusivo. "A Ilaria hanno diagnosticato il tumore al seno nel '98. Dopo l'intervento le è stata proposta la chemioterapia ma lei aveva paura, e poi desiderava tanto avere un figlio. In quel momento abbiamo incontrato quella persona". Sta parlando di Marco Schiavazzi, che per il caso di Ilaria e di un altro paziente è stato condannato in primo grado a Firenze a 14 anni e 8 mesi per lesioni e omicidio volontario. "Siamo entrati in un bello studio, con attestati attaccati alle pareti, un lettino e strumenti medici. Aveva un lessico medico perfetto". E poi proponeva ciò che voleva Ilaria: non fare la chemio. "Spiegò che era assolutamente superflua. La incoraggiò a fare un figlio. La conquistò. Ci diede una terapia con farmaci e integratori. Con lui abbiamo perso sei mesi, durante i quali Ilaria non si è curata". Una scelta fatale. "Le prescriveva solo vitamine. Quando abbiamo capito che era un buono a nulla era già incinta". Così Ilaria non si è curata anche in gravidanza. Poco dopo la nascita del figlio è morta. "All'inizio eravamo increduli - raccontano gli avvocati di Giarrizzo, Nicola Muncibì e Marco Passagnoli - Sembrava impossibile che un uomo avesse trattato la vita e la salute delle persone come se stesse facendo una truffa su un'automobile. La sua è stata la fredda crudeltà di un soggetto che pur in presenza di malattie gravi, senza un filo di cuore, ha stabilito che per i propri interessi la salute di una persona potesse essere sacrificata. Purtroppo era credibile, anche per altri medici".